Timeless ‒ Diego e i ranger del Vastatlantico

Timeless ‒ Diego e i ranger del Vastatlantico

Il mondo non è più lo stesso, è andato ben oltre la sua fine. Perlomeno, ben oltre ciò che si pensava potesse essere la sua fine. Tranquilli, nulla di quanto possiate pensare. La fine del mondo non è arrivata a causa dell’uomo, non si è verificato neppure alcun disastro climatico. Nessuna esplosione o guerra nucleare, nessuna arma di distruzione di massa sfuggita al controllo. Nessuna collisione casuale con un asteroide, niente catastrofi di natura planetaria. La fine del mondo è stata qualcosa di imprevedibile e inimmaginabile: il collasso della struttura dello spaziotempo. Passato, presente e futuro si sono semplicemente mischiati in un unico, caotico, calderone: la Collisone Temporale. La morfologia della Terra si è rimodellata, grandi estensioni sono sprofondate sotto il livello del mare, nuove terre sono emerse. Il tutto mentre i dinosauri hanno cominciato a scorazzare fra i battelli a vapore, i robot giganti e gli aerei a reazione. Sono stati anni bui, in cui si è combattuta la Guerra Temporale fra le culture appartenenti ai vari periodi storici. Oggi, però, c’è un nuovo inizio e la pace regna fra i nuovi popoli. La convivenza pacifica, tuttavia, è sempre minacciata dai terroristi di Aeternum, che non aspettano altro che...

Se dovessero chiedermi di dare una definizione di questo romanzo di SF per ragazzi del 2017, direi che è un’opera dotata di una straordinaria potenza visiva. Non è un caso. Armand Baltazar, autore di Chicago come Mike Resnick, è uno specialista nel settore delle arti visive. Diplomato all’Art Center College of Design di Pasadena, ha collaborato con i colossi del mondo dell’animazione (Walt Disney, Pixar, DreamWorks) ricoprendo vari ruoli in molti progetti di animazione (background artist, visual development artist e perfino art director). Logico, quindi, che il suo approccio alla narrazione sia “pittorico”. “In che senso?”, vi chiederete. In ogni senso, è la facile risposta. Anzitutto, per le molte illustrazioni a corredo della storia. Visto il target a cui è indirizzato, bambini fra gli otto e i tredici anni, le tavole illustrate sono curatissime, rigorosamente a colori e molto accattivanti. Lo stile è dinamico e particolareggiato, predilige le tonalità calde del pastello anche nel gioco dei chiaroscuro e tende a mettere in risalto i dettagli meccanici. Complimenti all’editore per la cura nel riprodurre i disegni. In secondo luogo, anche la scrittura procede per immagini visive. Il linguaggio è diretto e non utilizza termini artificiosi, scorre senza perdersi in descrizioni troppo lunghe o articolate. Non potrebbe essere diverso, dal momento che Baltazar si pone dal punto di vista di un tredicenne ancora collocato in un contesto familiare molto presente. Certo, la storia è abbastanza semplice, ma ricca di azione e colpi di scena in grado di “soggiogare” anche bambini più piccoli in età da lettura. Lo scenario, del resto, permette alla fantasia di correre davvero lontano. Nel panorama dei futuri distopici che hanno invaso il genere young adults, questo romanzo si fa apprezzare anche per i toni più smussati: chi dice che la fine del mondo non possa costituire un nuovo inizio di pace e stabilità?



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