Timeriders

Time riders
Liam, Maddy e Sal stanno per morire. In mare, in cielo, nel fuoco, quando si aspettano cappuccio e falce sull'uscio trovano Foster, trentenne dalle fattezze di un vecchio, che promette di salvar loro la vita scardinandoli dal flusso temporale e addestrandoli come squadra di riparatori della Storia, agenzia segreta che osserva, analizza e protegge il mondo da chi lo vorrebbe diverso da quel che è diventato. Liam proviene dai primi del Novecento, salvato “in corner” da una ben noto transatlantico morente; Madelaine, invece, viveva nel 2010: recessione,  traumi ambientali, manipolazioni politiche e mediatiche, solo avvisaglie di una strada senza ritorno per un futuro distopico. Su questo sentiero abitava Sal, nel 2026, e un contingente di misteriosi individui che  durante il 2066 ruba un prototipo sperimentale di macchina del tempo per tornare al punto esatto in cui il declino è cominciato: 1941, Germania. Di stanza in una bolla temporale in cui si ripetono all'infinito le giornate del 10 e 11 settembre 2001, i tre ragazzi, guidati dall'anziano mentore e aiutati da un'unità di supporto ribattezzata Bob, scrutano ciò che li circonda in attesa di un piccolo dettaglio rivelatore di un mutamento radicale avvenuto nel passato. Una mattina New York si sveglia differente: niente torri gemelle e fascette rosse al braccio della gente, al centro un simbolo che somiglia troppo a una svastica...
Un intelligente romanzo per ragazzi. Col tempo non si scherza:il paradosso è dietro l'angolo, l'errore quasi una certezza, il cliché un imperativo. Inutile pensare che Alex Scarrow, pur abile, potesse evitare tutti e tre i tranelli. Cade solo nell'ultimo, ma con giustificazione. Per quanto, infatti, la squadra di piccoli manutentori del “come deve essere” non sia certo il massimo dell'originalità fantascientifica, sul dettaglio l'autore costruisce la marcia in più. Tutto è architettato in modo convincente, no alle inutili complessità ma senza rinunciare al mistero, all'intrigo, all'ingranaggio. Ogni scelta è circostanziata, i caratteri ben definiti, le buone trovate frequenti e il doppio obiettivo che un romanzo per ragazzi deve sempre porsi centrato quasi pienamente. Due, infatti, i lettori a cui rendere conto: l'adolescente con l'argento vivo addosso, in cerca di avventure disimpegnate e il brivido dell'impossibile e l'adulto disilluso ma non vinto che, tra Asimov, Dick e Urania ruba al figlio una lettura senza troppi fronzoli. Entrambi potranno dirsi soddisfatti (forse il secondo con alcune riserve, ma non è il caso di fare troppo gli snob) da un'opera che non è certo la pietra angolare del genere ma gioca bene le proprie carte: scrittura lineare e senza sbavature, temi importanti approfonditi quel tanto per incuriosire. Time riders, inoltre, può essere un buon modo per imparare la Storia senza la zavorra della storiografia, un'alternativa parziale ma spassosa a libri di testo scritti con i piedi e un racconto per riflettere sul peso di ogni singola azione, con lo spettro dell'effetto farfalla pronto a puntare il dito, o per fantasticare sul tempo, sui suoi affascinanti risvolti scientifici ma anche a proposito di  iperboliche questioni morali. È giusto correggere gli errori della Storia? Chi dice che le cose non sarebbero potute andare diversamente? E se si cambiassero gli eventi, quale fine farebbe l'universo conosciuto? Interrogativi che possono portare lontano, fin oltre la soglia del nerd. I genitori già tremano; niente paura: da quel fronte, di solito, si torna sani e salvi.

 

 

 

 
 
 
 
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