Tipofollie

Tipofollie
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Le lettere sono segni fluidi e di volta in volta possono trasformarsi in pasta al sugo, o in insetti che escono dai buchi, in mobili d’arredo, semafori e segnali stradali, in bambini che giocano nel parco, o in facce, coi baffi e senza, grattacieli parlanti o edifici famosi, in denti di coccodrillo, cavallucci marini, strumenti musicali… insomma, inforcare gli occhiali della fantasia e "vedere" oltre: pastelli forbici e matite alla mano, dare forma a quanto si nasconde nel foglio bianco dietro una lettera sbocconcellata, tagliata o capovolta, che sta lì in attesa di essere presa e manipolata dalla spinta creativa di ciascuno. Pennellate di colore, tracciati di pastelli, ritagli di giornale da incollare, dentifricio da spremere e formare lettere, plastilina da modellare a lettere, carta colorata da attaccare: c’è molto da sbizzarrirsi giocando con vari materiali e le pagine, non tanto e soltanto per completarle ma per arricchirle ciascuno come vuole e può.

Quel po’ di "follia" dentro ogni bambino in questo album può uscire allegramente fuori con l’invito a giocare con le lettere e con la loro declinazione grafica, nelle forme tipografiche dalle più varie tipologie. Tracce semplici, suggestioni e accenni suggeriti dall’autore e il volume diventa una specie di diario-gioco in cui divertirsi con lettere e scarabocchi, saltandovi all’interno in libertà, per creare, disegnare, incollare, colorare, facendo unicamente ciò che gira per la testa, sperimentando con inventiva e improvvisazione gli spunti dell’autore (che tutto sommato sembra essersi divertito prima e ancor più di noi... ). Il pensiero non può non cadere al riferimento geniale di Il Grande libro delle piccole cose che Keith Haring creò nel 1988 per la figlia dell’artista amico italiano Francesco Clemente (Mondadori, 2007), di cui questo libro può forse considerarsi un (implicito) omaggio, degno senza dubbio di raccoglierne il testimone. Giovane grafico polacco, Jan Bajtlik ha confermato il proprio talento di illustratore conquistandosi già riconoscimenti a livello internazionale. Il volume ha ottenuto una menzione speciale al Bologna Ragazzi Award 2015.

 

 

 

 
 
 
 

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