Toh! Un cappello!

Toh! Un cappello!

Due tartarughe, passeggiando in compagnia in un deserto, trovano un cappello. La prima lo prova e le sta proprio bene. Anche la seconda lo prova e sta benissimo anche a lei. Però le tartarughe sono due e il cappello è uno solo: non è giusto che una possa tenerselo in testa e l'altra no. Decidono che la cosa giusta da fare è lasciare il copricapo – che somiglia molto a quello di un cowboy – là dove è stato trovato, dimenticando perfino di averlo visto. Quando il sole scende e un bel tramonto si accende colorando il deserto di bei toni rosati le due tartarughe contemplano insieme lo spettacolo. "A che pensi?" chiede una. "Al tramonto" risponde l'altra "E tu?". "Io non penso a niente". Tuttavia è difficile non pensare a quel bel cappello e, infatti, la tartaruga che nega non riesce a toglierselo di mente. Così, quando scende la notte e le due tartarughe vanno a dormire, la prima, che dorme ma nello stesso tempo è anche sveglia, racconta il suo sogno alla compagna. E nel sogno c'è un cappello che le sta proprio bene...

Toh! Un cappello! è la terza delle storie dell’autore canadese Jon Klassen che hanno per protagonista un cappello, ed esce dopo gli indimenticabili Voglio il mio cappello! e Questo non è il mio cappello,campioni di vendite in tutto il mondo. Il racconto è semplice, ma la sua resa espressiva, pur nella linearità dell'immagine e nella pulizia del colore, è complessa. La narrazione verbale, sintetica e arguta, è arricchita, approfondita e talvolta smentita dall'immagine altrettanto semplice e pulita ma, se possibile, più arguta. Lo vediamo quando analizziamo lo sguardo di una delle due tartarughe al momento in cui decidono di abbandonare il cappello e di dimenticarlo: ah! Il volto della prima ci dice che il bel cappello non è affatto dimenticato! E quando, alla fine, una notte densa di minuscole stelle amplia le pagine dell'albo e ci dà la misura di quanto possano essere sconfinati il deserto e la notte, il sogno restituisce a entrambe il realizzarsi del loro desiderio: il cappello si moltiplica per due e le tartarughine abbandonano il suolo, salgono in alto, veloci e leggere. Perché nel sogno tutto può accadere.



 

 

 
 
 
 

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