Topo Arturo e gatto Sansone

Topo Arturo e gatto Sansone
“Non molto lontano da qui, nella chiesa di una piccola e animata cittadina...”, vive indisturbato un topolino di nome Arturo. Il posto gli piace. Ambiente tranquillo, ampia metratura, un gatto rintontito dalle prediche sulla fratellanza a completa disposizione. Insomma un paradiso sotto molti punti di vista. Molti ma, in effetti, non tutti... A partire dal cibo di cattiva qualità (coi dolcetti dei bambini del coro non si va molto lontano) e dalla totale assenza di interlocutori della propria specie (tra l'altro Sansone non si può certo definire un felino loquace). Un giorno però Arturo ha una formidabile idea. Radunati tutti i topi del quartiere, stringe un patto di ferro col pastore della chiesa che in cambio di una serie di servizi (lucidatura degli ottoni, addobbi floreali, ...) gli concede vitto e alloggio garantiti. Tutto sembra andare per il meglio senonché Sansone, risvegliandosi bruscamente durante una messa, dimentica per un attimo i suoi modi da buon cristiano dandosi ad una caccia sfrenata e scomposta degli amici topolini tra i banchi affollati della chiesa. Al pastore non rimane altro da fare che sciogliere il patto e sfrattare gli incolpevoli roditori. Quella stessa notte però uno scassinatore maldestro fa irruzione nella chiesa  in cerca dei preziosi candelabri e viene involontariamente in loro aiuto...
La collana “I classici moderni per bambini”, fiore all'occhiello dell'editore Il Gioco di Leggere, va a pescare, questa volta nel Regno Unito, un must assoluto della letteratura per l'infanzia degli anni Settanta. Graham Oakley aveva pensato Topo Arturo e gatto Sansone come il primo episodio di una serie di libri illustrati ambientati nella cittadina immaginaria di Wortlethorpe, un po' la summa di tutti di tutti i luoghi in cui era vissuto, dalla natia Shrewsbury alla Warrington della scuola d'arte. L'idea iniziale era quella di spostare la scena del racconto dalla chiesa agli altri edifici pubblici della città (erano già in programma biblioteca e municipio) ma l'enorme successo di Church Mouse (titolo originale e, come al solito, più intrigante) lo prese alla sprovvista tanto da convincerlo a non cambiare più location per altri tredici albi. Topi a spasso per i pavimenti intarsiati, topi in barchetta nell'acquasantiera, topi che fanno la siesta sui cuscini degli scranni, topi intenti nella lettura della Bibbia. La lunga esperienza di Oakley come scenografo per il teatro e per la televisione (la BBC) si ritrova nella capacità di sceneggiare la storia con un’ambientazione quasi fissa, facendosi bastare spunti e materiali “offerti dalla casa”, e nell'attenzione maniacale per i dettagli che, anche grazie alle possibilità offerte dal tratto marcatamente realista dell’autore inglese, giunge a risultati "vertiginosi". Andare in cerca dei minuscoli (e gustosi) particolari di ogni tavola prevede una lettura a parte (alla portata anche dei bambini in età pre-scolare). Nei testi eleganti e pieni di humor, molto molto inglese, si coglie una compostezza e un’analiticità che corrispondono ad un’altra era della letteratura per l’infanzia; ma questa distanza, oltre a deliziare gli adulti amanti dell’“old fashioned”, non toglie nulla al piacere puro del racconto. La società parallela dei roditori parlanti (un po' come  in Bianca e Bernie, il classico Disney che uscirà una manciata di anni dopo) consente di giocare sulle analogie con quella degli esseri umani, creando situazioni buffe e paradossali. Date un’occhiata all’ultima, deliziosa tavola col bobby in camicia da notte intento a stendere il rapporto sul tentativo di furto, il pastore che controlla la refurtiva in ciabatte, nel mezzo di una piccola folla in vestaglia, cuffie e bigodini assieme agli immancabili topolini. Dopo Topo Arturo e gatto Sansone guarderete le sagrestie con un altro occhio, un occhio da derattizzatore...

 

 

 
 
 
 
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