Troppo tardi

Troppo tardi
Troppo spesso, quando si è troppo piccoli, è troppo tardi per qualcosa. È sempre troppo buio, troppo freddo, troppo lontano per fare tutte le cose che piacciono di più. E per il piccolo Riccardo quello di fare troppo tardi è un desiderio così ardente da prendere vita. Da farsi materia. La materia dei sogni. Il sogno, ad esempio, di un posto troppo lontano da raggiungere, ma così vivo da popolare notti avventurose. Non resta che partire, senza nessuna paura anche se fosse troppo tardi per fare troppo tardi. E anche se la strada fosse troppo lunga e troppo buia. A dare coraggio, luce, coccole, compagnia ci pensa l'allegra compagnia di un orso con la bicicletta, un gatto bianco con la giubba gialla, la signora cervo che tutte le mattine annaffia i suoi vasi di funghi... 
Troppo tardi è una favola onirica, destinata ai più piccoli. E' anche l'occasione per una dovuta rivalsa, sognante, contro l'imperativo categorico più diffuso tra i genitori: è troppo tardi per.... Per fortuna è una rivalsa pacifica, notturna, autogestita. La cameretta di Riccardo si popola di magiche creature, compagne di viaggio che lo guidano verso Troppo tardi, un'utopica città. Il viaggio sembra farsi anche metafora del superamento di tutte le paure e le ansie che - senza che i genitori ne siano consapevoli -  spesso appesantiscono, attraverso la negazione, quel semplice, legittimo desiderio di fare (anche) troppo tardi. Ed ecco che creature troppo magiche, troppo gentili, troppo coraggiose - una bislacca e confortevole compagnia - sono lì pronte ad accompagnare chi sarebbe stato troppo piccolo altrimenti per fare troppo tardi. Un testo poetico, senza sbavature, ma con le giuste ripetizioni (per stare al ritmo dei più piccoli, come su una giostra) quello di Giovanna Zoboli. Dosato e perfetto, come al suo solito. Per un registro, quello onirico, efficacissimo nel veicolare un messaggio di fiducia (per i piccoli), volendo anche pedagogico (per i genitori), senza essere didascalico e moralistico. Atmosfere lievi e decisamente nordiche fanno da sfondo alle parole essenziali, emergendo dal segno scarno delle illustrazioni di Camilla Engman: mezzo perfetto per salire sulla giostra di un movimento senza tempo come è quello del sogno.

 

 

 
 
 
 
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