Tsatsiki e Pa’

Tsatsiki e Pa’
Finalmente ad Agios Ammos! Da quando è nato, Tsatsiki - che non è la salsa greca di aglio, yogurt e cetrioli, ma il nome di un bambino di otto anni - aspetta di incontrare il suo papà pescatore di polpi, e ora che è lì, a due passi da lui, gli tremano le gambe. La sua mamma è pronta, come sempre, a stargli vicino. È una tipa davvero forte: pensate, canta e suona il basso in un gruppo rock, I Ribelli, e si è cresciuta da sola, senza chiedere aiuto a nessuno il suo bellissimo Tsatsiki… che adesso, però, ha diritto di conoscere suo padre e, come dice lui, decidere se tenerselo o meno come genitore. Bene. Tra un tuffo e l’altro nel mare blu degli Dei dell’Olimpo, mangiando angurie e giocando a perdifiato con una cuginetta molto carina, Tsatsiki trascorrerà una strepitosa vacanza. E scoprirà ancora una volta quanto la vita sia meravigliosa e ricca di sorprese. Non si sarebbe mai aspettato, per esempio, di trovare insieme a suo padre, anche una schiera di nonni e zii felicissimi di averlo per nipote e men che meno si sarebbe immaginato che quel papà-Pa’ con tanto di baffi neri, terrorizzato dall’idea delle responsabilità, gli sarebbe comunque piaciuto tantissimo… A Stoccolma, dove abita con la sua mamma-Ma’, avrà una valanga di cose da raccontare al suo inseparabile amico Per Hammar e… al suo secondo, straordinario papà Goran che non vede l’ora di riabbracciarlo… alla faccia di chi dice “chi troppo, chi niente”!
Tsatsiki e Pa’ è la seconda puntata della fortunatissima serie inaugurata in Italia lo scorso anno con Tsatsiki e Ma’, a firma di Moni Nilsson, scrittrice per ragazzi molto amata nel suo Paese, la Svezia, e recentissima vincitrice dell'Astrid Lindgren Prize (un premio istituito e consegnato in occasione del compleanno dell'autrice di Pippi Calzelunghe). Per noi i libri della Nilsson sono, oltre che un inno alla vita e alla libertà, un’opportunità imperdibile per insegnare ai nostri figli che, in ogni caso, persino quando tutto sembra filare storto, basta guardare con occhi diversi il mondo per rendersi conto che ci sono spiragli di luce dappertutto. La storia del bicchiere mezzo pieno/mezzo vuoto qui calza a pennello. Tsatsiki non ha un padre. O meglio ce l’ha, ma non l’ha mai visto, così vive solo soletto con la mamma che fa per due. Questo è il bicchiere mezzo vuoto. Tsatsiki ha un padre in Grecia e l’altro a Stoccolma. Entrambi, anche se non rispondono esattamente ai canoni del genitore classico , lo amano. Questo è il bicchiere mezzo pieno. Un libro delizioso (anche per merito delle "soavi" illustrazioni di Alessandro Sanna) che i bambini dagli otto anni in su butteranno giù in un sorso... ma non smetteranno di amare.

 

 

 
 
 
 
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