Tutti giù dal tram!

Tutti giù dal tram!
I bambini della quinta B sono proprio contenti: l'esame è stato abolito e potranno andare alle medie senza sostenere nessun test! Ma il loro entusiasmo viene frenato dalla maestra Cin, che non è dello stesso avviso, perchè per lei è fondamentale mettersi alla prova, cioè sostenere il Grande Passo. Per questo motivo i suoi alunni dovranno raccontare una storia ai bambini di prima, cercando di coinvolgerli e di non farli annoiare: sarà questo il loro esame. È così che i piccoli studenti si ritrovano su di un palco a bordo dell'immaginario tram n.33, un mezzo di trasporto molto speciale, su cui possono salire solo italiani.  Ma cosa vuol dire essere italiani? Essere nati in Italia? Parlare perfettamente italiano senza sbagliare congiuntivi e condizionali? Mangiare cibo italiano? Indossare vestiti made in Italy? I piccoli attori, improvvisando, diventeranno mummie egizie dalla sapienza millenaria, autisti innamorati, giovani sarde e controllori insofferenti, scoprendo così quanto è difficile definire la propria identità.
Emanuela Nava, che ha collaborato per cinque anni con il programma televisivo “L'Albero Azzurro” conosce bene il mondo dell'infanzia e, da grande viaggiatrice, ama parlare ai bambini di fraternità e della scoperta di altre culture. I protagonisti del suo libro giocando al teatro fanno emergere l'assurdità e  l'assenza di fondamento di certe posizioni in merito all'identità culturale: gli oggetti che usiamo tutti giorni, i sapori che caratterizzano la nostra cucina, i concetti su cui basiamo la nostra cultura e la nostra scienza vengono da lontano nel tempo e nello spazio, hanno viaggiato senza rispetto di confini e dogane, eppure agli esseri umani questa libertà è ancora oggi preclusa. I temi trattati in Tutti giù dal tram sono veramente attuali, presenti nella società  e nelle classi odierne e, anche se a volte il racconto risulta un po' frammentario e poco coinvolgente, l'idea di fare confutare idee razziste e xenofobe da un gioco tra bambini risulta vincente e può essere utilizzata per fare riflettere i piccoli lettori anche mettendo in scena il testo in classe.

 

 

 

 
 
 
 
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