Tutti per uno

Tutti per uno
Stridore metallico, affondi veloci, colpi di taglio e di punta e infine applausi fragorosi e ovazioni al vincitore, l’ennesimo duello si è appena concluso. Mentre è in atto l’ultimo giro di commesse, loschi individui, incuranti del lerciume che inzozza il vecchio parcheggio, gettano occhiate sospettose al nuovo arrivato in felpa e scarpe da ginnastica. Avrà si e no quattordici anni, smilzo e con l’occhio vivo, deve essere un folle se pensa di lottare contro Testa Rasata e restare intero! Ma nessuno di loro sa chi è quel ragazzino, nessuno sa che suo padre era un valoroso moschettiere del re e lui vuole seguirne le orme, anche a costo di rimetterci le penne in un duello clandestino. Anche se l’avversario è il doppio di lui e forse farebbe bene a darsela a gambe e tornare a testa bassa da quel mascalzone di suo zio Olivier. Ma lui è D’Artagnan, orfano in cerca di riscatto e in procinto di unirsi ai moschettieri di Treville...

Le gesta degli eroi spadaccini di Alexandre Dumas rivivono in una storia per ragazzi ambientata ai nostri giorni, nella sempre affascinante metropoli parigina. Ci sono tutti: Athos, Porthos e Aramis (quest’ultima una lei da non sottovalutare) fedeli al motto che li ha resi indimenticabili, il re di Francia alle prese coi complotti e con la figlia adolescente Constance, il machiavellico Richelieu senza però l’abito talare, e un D’Artagnan spavaldo e sbarbatello che ha la brutta abitudine di mettersi nei guai. Con qualche variazione sul tema, lo spartito di Cécile Deleau (all’anagrafe Carolina Capria e Mariella Martucci) rispolvera il romanzo del 1844 e lo farcisce di quegli elementi che incontrano il gusto del giovane pubblico: avventura, riscatto sociale, amicizia e primi batticuore amalgamati in un intreccio vivace. Lontano dall’originario romanzo d’appendice che ha ispirato anche il cinema in più occasioni, questo cappa e spada in versione teen si muove sul filone dei remake dei classici rivisitati, uno su tutti Orgoglio e pregiudizio e zombie di Seth Grahame-Smith, che ambienta il capolavoro della Austen in una realtà alternativa infestata da zombie. In Tutti per uno il tono resta leggero e scanzonato, la dinamica godibile anche se con poche sorprese poiché in fondo, ogni personaggio ricalca pregi e difetti del modello originale e iniziata una pagina sembra già di sapere come andrà a finire. Aspettando il nuovo Piccole Donne su cui le scrittrici dicono di voler lavorare, meglio restare “en garde” e auspicare un volume due.

 

 

 

 
 
 
 

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