Un’estate dalla nonna

Un’estate dalla nonna

Nico trascorre le sue estati dalla nonna, che abita su un′isola molto lontana, battuta dal vento. La casa della nonna è meravigliosa: una grande barca rovesciata, con la chiglia al posto del colmo del tetto e il fasciame a fare da tegole. Il comignolo assomiglia a un piccolo faro e c′è una balena segnavento che gira al ritmo delle raffiche, insieme ai panni stesi. La nonna di Nico è sempre molto impegnata a cucinare zuppe d′alghe, a fare yoga sulla spiaggia o a rammendare le vele della sua barchetta, così una mattina, durante la bassa marea, il bambino si avventura da solo tra gli scogli. Quante cose da scoprire! Ci sono granchi, stelle marine... e uno strano luccichìo in lontananza. Che cosa sarà? Nico si avvicina e scopre un gigantesco scoglio pieno di buchi. Lo scoglio all′interno nasconde una specie di grotta abitabile: è il salone segreto di un castello? Un covo di pirati? Lo stomaco di una vecchia balena? Ecco che all′improvviso il tempo cambia e il mare incomicia a scagliarsi contro le rocce. Nico rimane al coperto nella grotta, ma a un certo punto si accorge di non essere solo: la tempesta ha fatto ruzzolare all′interno un piccolo uccellino tutto tremante. Bisogna fare qualcosa, e presto! Se solo ci fosse la nonna, saprebbe come prendersi cura di lui...

È ancora la tempesta il motore di questa terza storia di Benji Davies che ha per protagonista Noi, Nico nella traduzione italiana. Autore e regista, noto soprattutto per Il Grotlyn, Benji Davies ci ha abituati a guardare a ombre, scricchiolii e tempeste con una forma di meraviglia che assomiglia alla speranza. Dalla paura – che approfitta della solitudine dei bambini per manifestarsi, sotto forma di mostri a lungo narrati o di pioggia battente – dalla paura che è sempre emozione che si può vivere e che ci lascia interi, nascono sorprese e nuove possibilità d′incontro. In questa storia, la tempesta di onde e di pioggia porta un uccellino intirizzito tra le mani di Nico. Il bambino ha paura di stare da solo nella tempesta, e la paura trema tra le sue mani, in un pulcino ancora più piccolo e spaventato di lui. Bisogna prendersene cura! La nonna, personaggio vivace e fuori dagli schemi, calzata di infradito verde alga, arriva in suo aiuto: “Tranquillo! Sono qui!” e fa salire a bordo nipote e uccellino in un bell′intreccio di mani che accolgono. Sono ancora le mani, di Nico e della nonna, a impugnare cucchiai di zuppa di alghe per nutrire tutti gli uccellini travolti dalla tempesta e raccolti lungo la strada verso casa. Una storia semplice e nutriente, fatta di poche parole e di grandi immagini a piena pagina, così belle che non sappiamo scegliere se la loro forza è la delicatezza, o la dolcezza, o la capacità che hanno di farci annusare la salsedine e l′umidità dell′ombra.



0

Pubblicità

 

Pubblicità

 

 

 
 
 
 

Potrebbero piacerti anche

Il nostro sito utilizza i cookie ACCETTO
Se vuoi saperne di più COOKIE POLICY

I NOSTRI PARTNER