Un’idea tira l’altra

Un’idea tira l’altra

Essere i primi deve essere una bella sensazione, che si amplifica guardando negli occhi chi primo non è e magari arriva secondo, o terzo, arrancando, o chissà quando, con gli altri, o troppo tardi, come molti, o ultimo, come qualcuno, o non arriva mai e allora peggio per lui. Capita agli sportivi, che quando vincono  si godono la premiazione e festeggiano fino a notte fonda, magari dopo aver stabilito un nuovo record per gli annali o semplicemente esposto la coppa o la medaglia in bacheca. Capita agli esploratori, che quando per primi posano piede su un territorio sanno che tutti gli altri arriveranno dopo di loro: fu così per il vichingo Erik il Rosso in Groenlandia, per il signor Colombo in America, per Roald Amundsen al polo Sud e per mister Armstrong sulla Luna, beati loro… Capita a tutti gli inventori, che prima della loro idea l’invenzione non esisteva e da quel momento sì e per qualche tempo sono gli unici ad averla e goderne. L’inventore della sedia deve avere trascorso un quarto d’ora difficile da dimenticare, accomodandosi con una certa emozione su quel trespolo di legno con quattro gambe e uno schienale. Ma ancora più grande deve essere stato il momento della presentazione della trovata al mondo intero, in mezzo alla piazza gremita, con addosso gli sguardi curiosi e incuriositi di grandi e piccini…

Ventiquattro racconti più altri lampi di genio – ossia brevi trafiletti che raccontano di altri straordinari istanti in cui l’ingegno si è combinato in modo perfetto con la prassi dando origine a oggetti indispensabili come la penna biro o i tergicristalli – e infine l’indice degli inventori, delle invenzioni e delle scoperte, dall’abaco all’aeroplano, dall’alfabeto Morse al bianchetto, dalla bussola al calendario, dal cannocchiale alla carta igienica, dal cinema alla Coca-Cola, da Bialetti a Ipazia, da Galileo a Gutenberg, da Meucci a Edison ed Einstein e chi davvero più ne ha più ne metta: nasce come libro per ragazzi, ma in realtà va più che bene a qualunque età. E non solo perché le illustrazioni di Ignazio Fulghesu sono bellissime, più che colorate, semplici, chiare, suggestive e generano immediata empatia con quella ironica, ma mai caricaturale, trasposizione in chiave fumettistica non soltanto di ritratti di grandi personalità della scienza ma pure di vari mood e diverse abitudini quotidiane. Un’idea tira l’altra è un volume ben pensato, dalla prosa intelligentissima e accattivante, divertente e che insegna moltissime cose, didattica, dotta e divulgativa ma mai cattedratica o inutilmente complessa, tra aneddoti e formule chimiche, numeri e giochi. È un viaggio travolgente nell’evoluzione della tecnologia che ci ricorda una volta di più le grandi potenzialità della ragione, quando viene usata come si deve, per il bene  e il progresso di tutti.



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