Un bambino a Bloomsbury

Un bambino a Bloomsbury
Non sa proprio come ci sia finito Alessandro davanti a quella porta nel bel mezzo della notte. L’unica cosa che si ricorda è una voce rassicurante che gli dice che andrà tutto bene. Non ci mette, però, tanto a realizzare che davanti a lui si è materializzata all’improvviso la temuta professoressa d’inglese, la Maccari, e che quella che gli sta rivolgendo la parola non è altri che lei, la sua scrittrice preferita, Virginia Woolf! Il povero bambino, spaventato, vorrebbe soltanto scappare di là ma è un attimo e Virginia lo ha già invitato ad entrare in casa a prendere un the nel bel mezzo del … Circolo Bloomsbury. Sì, proprio loro! Virginia, sua sorella Vanessa, suo marito, l’editore Leonard Woolf, e tutti gli altri, elegantissimi e circondati da quadri bellissimi alle pareti e splendide ceramiche ovunque. Alessandro si guarda i jeans con le toppe e le vecchie scarpe da ginnastica e non potrebbe essere più in imbarazzo. Anzi no, sta capitando qualcosa di decisamente peggio. La professoressa Maccari ha tirato fuori dalla borsa il suo compito in classe (proprio quello su Virginia Woolf e il suo circolo del giovedì sera) e lo sta leggendo a tutti i presenti che ascoltano attentamente senza perdersi una sola parola …
Brevissimo il racconto dell’eclettica Elena Torre, stavolta impegnata a spiegare ai bambini che è necessario avere sempre fiducia in se stessi e nelle proprie capacità per smettere di aver paura. Anche quando questo significa affrontare qualcosa apparentemente più grande di noi, qualcosa ritenuto “difficile” come appunto la scrittura di Virginia Woolf. Alessandro è un bambino innamorato dei libri, capaci di trasportarlo sempre in “luoghi meravigliosi”; in particolare ha letto tre romanzi di Woolf (va bene, con l’aiuto di un dizionario, ma cosa c’è di male?) e gli è piaciuto tanto in particolare Orlando che, secondo lui, potrebbe essere benissimo un fantasy. E allora? Ognuno può leggere i libri che vuole, quando vuole (sembrano riecheggiare le dieci regole del lettore di Daniel Pennac) e poi rileggerli magari in età diversa per scoprirne nuove dimensioni. Studiare, e credere e perseverare in quello che davvero ci piace: questa è la ricetta che Virginia Woolf dà ad Alessandro in questo breve incontro onirico, una ricetta che gli servirà per affrontare la prova importante che lo aspetta il giorno dopo. Uno stile piano e lineare favorisce sicuramente la lettura di questa piccolissima storia, utile a ricordare ai più piccoli (ma forse anche a noi adulti) che non bisogna mai rinunciare a fare quello in cui si crede e che ci fa stare bene, curandosi non troppo del giudizio degli altri. Con l’aiuto di suggestive illustrazioni in bianco e nero (al contrario della bella copertina che è coloratissima), il libro è utile a raccontare ai più giovani, con un linguaggio adeguato, una scrittrice importante come Virginia Woolf e potrebbe ottenere il meritorio risultato di incuriosirli e, chissà, influire sulle loro letture future.

 

 

 
 
 
 
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