Un foglio più un foglio

Un foglio più un foglio
Due cani annusano un osso mentre due gambe sfilano verso… un albero e due gatti… su un tetto con un comignolo fumante… un letto e due dita che indicano… e si incrociano su un tavolo…
Descrivere Un foglio più un foglio cominciando dalla trama può creare non pochi problemi. Per sfuggire alla trappola proviamo a partire da qualche altra parte, dai colori per esempio. Dunque, i colori sono “soltanto” tre, l’ocra, il nero e il bianco di fondo, ma riempiono le tavole con i loro contrasti e sovrapposizioni, con le intersezioni e gli “sfondamenti”. E il libro si apre con una dichiarazione di intenti nemmeno troppo velata, con un frontespizio in cui campeggiano le due matite protagoniste (una ocra e una nera, appunto) poggiate sul quaderno da disegno ad anelli dove si legge il titolo. Il tratto zigrinato e minimalista di Anna Cairanti accentua la suggestione delle illustrazioni che speculano sulla “sottrazione” (meno è meglio) in contrasto con il tema “addizionante” di tutto il libro . Un foglio più un foglio infatti è una catena di associazioni per immagini che ricorda il gioco del domino, con il testo che si limita ad indicare le coppie di elementi da abbinare e poi, nella pagina successiva, dichiara il risultato. Non trovano spazio commenti, il messaggio è affidato alla capacità di evocazione delle illustrazioni e alla tenue musicalità del ritmo delle rime e delle assonanze (“un cane più un cane/fa un osso/un piede più un piede/fa un passo/un gatto più un gatto/fa un tetto/ un sogno più un sogno/fa un letto/ …”). È l’esposizione di una specie di “aritmetica della fantasia” che offre però ai piccoli lettori la possibilità di proporre il risultato che vogliono, un sistema di numerazione “in base bambino”, che sulla pagina prende il posto di quello metrico decimale. Il domino si conclude con l’autoriferimento “un foglio più un foglio/fa un libro”: il libro scarnificato, ridotto allo scheletro. Cosa c’è di più essenziale di due fogli legati assieme? Eppure dentro un libro si può leggere un mondo, anzi mille. Uno per ogni lettore. E nell’ultima tavola, con un geniale colpo di scena, riappaiono insieme, compressi e mescolati, tutti gli elementi del libro che si fanno abbracciare con un unico colpo d’occhio. Come se, per assurdo, di fronte al lettore di Guerra e pace, nell’ultima pagina del romanzo, Tolstoj avesse fatto sfilare tutti i personaggi, gli scenari, i dialoghi, le descrizioni, e al lettore medesimo venisse concessa la possibilità di leggere quest’ultima densissima pagina con un solo sguardo. Un foglio più un foglio è un libro in perfetto stile Topipittori, una delle rare case editrici ormai nel cui catalogo è possibile rintracciare una poetica e un progetto culturale.

 

 

 
 
 
 
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