Un gioco pericoloso

Un gioco pericoloso
Un maggiordomo dall'aria lugubre in un castello diroccato: tutti i suoi abitanti sono morti in circostanze terribili e solo lui è rimasto per raccontarne le storie. Per esempio, quella della barchetta che era stata di Mathieu, “l'annoiatissimo Mathieu”. In effetti è facile annoiarsi quando i tuoi genitori sono entrambi insegnanti con il pallino della storia dell'arte. Così, all'Hotel du Calvaire, la prima occasione è buona per cambiare programma e conoscere dei coetanei con cui giocare. Ma “poi arrivò il temporale” e quella che sembrava una partita di nascondino qualunque diventa un'esperienza terrificante, alle prese con un bambino davvero, davvero strano, una gran puzza di pesce, e l'assoluta urgenza di scappare...
Trattenere il respiro e crogiolarsi nel brivido fino allo scioglimento finale: è l'autrice stessa a spiegare, nella nota biografica, quasi un mini-saggio di teoria dei generi, perché la paura letteraria sia emozionante. Ma, meglio ancora, lo spiega la sua lingua pulita e vivida, la creazione, in pochissime pagine, di una situazione davvero da brivido, di un incontro a tu per tu con paure che, per chi legge, sono assolutamente reali. Perdersi giocando a nascondino, gestire un interlocutore privo di qualunque buonsenso, paranoico, maniacale; molto più istintivamente, sperare di riuscire a salvarsi. Anche le atmosfere, nonostante  la coloritura francese che nei paesaggi e nei nomi accresce il senso di romanzesco, sono tutte realistiche: quelle spaventose ma anche quelle ordinarie, dalle dinamiche familiari a quelle di gruppo, dall'inquietante della natura alla sinistra cornice del cimitero in cui si svolge l'epilogo finale. Un prodotto, inserito in una collana che non potrà che funzionare, di intrattenimento ma curato, molto agile, diretto e conciso. Perfetto da leggere in vacanza in un momento di noia, per scappare dall'ennesimo monumento da visitare.

 

 

 

 
 
 
 
Il nostro sito utilizza i cookie ACCETTO
Se vuoi saperne di più COOKIE POLICY

I NOSTRI PARTNER