Un principe azzurro a Central Park

Un principe azzurro a Central Park
New York è davvero multirazziale: ci sono cinesi e giapponesi, arabi e peruviani, africani e italiani. Ma se apriste bene gli occhi vedreste passeggiare beatamente anche orchi e sorellastre, streghe e fate, principi e giganti. Olivia se ne è accorta solo qualche tempo fa, quando per caso ha sbirciato nella stanza della sua tata e si è trovata davanti una montagna di materassi accatastati sul letto. Da allora un dubbio le ronza per la testa: e se fosse anche lei una principessa? D’altronde i suoi genitori sono il Re degli addensati mirabolanti e la Regina delle torte istantanee, qualche goccia di sangue blu dovrebbe pur averla ereditata… Ma c’è un problema: una vera principessa “ha i piedi piccoli, si veste solo di rosa e sa ballare perfettamente il valzer” e, insomma, Olivia non corrisponde proprio alla descrizione. Al posto dei piedi ha due belle fette, una più grande dell’altra, quando balla sembra un manichino e anziché avere pizzi e gonne a balze preferisce mettersi jeans e scarpe spaiate. Per fortuna i suoi due amici si offrono di aiutarla. Il trio è a dir poco perfetto: assieme a Kelly, sorellastra dark, e Orlando, orco mangione col sogno di diventare un detective, Olivia si mette alla ricerca del modo per scoprire la sua identità. Ma guarda un po’, la sua unica possibilità è baciare un principe azzurro! Come fare? Non resta che affidarsi ai preziosi consigli della donna più chic della città e fare un gran figurone al Gran Ballo di primavera, dove chi aprirà le danze sarà l’affascinante Dominic. A Olivia frana la terra sotto i piedi: una come lei non piacerà mai a un principe! Ma per sua fortuna dall’altra parte c’è un ragazzo stufo dell’etichetta e delle smancerie che sta solo aspettando di incontrare qualcuno di speciale…
Una storia davvero niente male: dopo il primo successo di Principesse a Manhattan Elisa Puricelli Guerra ha dimostrato di saper scrivere un sequel divertente e spensierato tanto quanto l’originale. Come in un ballo di primavera, i personaggi si muovono sulla scena con leggerezza, in un susseguirsi di scoperte e colpi di scena, di sogni e speranze. Tra concerti rock e negozi di moda, l’autrice immerge il lettore in un paesaggio metropolitano incredibilmente vivo e palpabile tanto da dare l’impressione che New York sia proprio dietro l’angolo, con i suoi grattacieli e i suoi parchi, i suoi colori e la sua gente. Una città bella e vivibile, altro che lo smog e il traffico che siamo soliti immaginare. Ma la grande abilità della scrittrice (che tra l’altro ha lavorato per anni nell’editoria e conosce bene le qualità di un buon romanzo) sta nel dar vita a personaggi indimenticabili, studiati fin nei minimi dettagli. Il goffo e pasticcione Orlando, il bel caratterino dell’agguerrita Kelly e la misteriosa donna chic, che non si separa mai dal suo bocchino profumato e da un’iguana sonnolenta. Ma soprattutto Olivia, la cui aria sbarazzina e il carattere romantico e un po’ buffo potrebbero ricordare una Bridget Jones in formato adolescenziale. In una società che esalta donne belle e all’ultima moda, spendaccione e (magari) un po’ oche, le nuove generazioni hanno qualche volta la possibilità di confrontarsi con modelli ben lontani da quello artificioso delle Barbie. E cosa c’è di meglio di una storia che proprio nel momento in cui sembra farsi portavoce di un mondo di sole principesse, “leziose, viziate e smorfiose” per dirla alla Kelly, rovescia completamente la prospettiva e dà la palma della vittoria a donne intraprendenti e coraggiose, che non si vergognano di dire di avercela fatta con le proprie forze? Non siamo più nel mondo delle favole ma nella metropoli contemporanea e Cenerentola cede il passo alle sorellastre che, detto tra noi, sono davvero in gamba. Ma non si disperino le aspiranti principesse. Anche loro vincono, a patto che siano come Olivia, indipendenti e sognatrici.

 

 

 
 
 
 
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