Un rinoceronte da salvare - Avventure allo zoo

L'arrivo di Natuna, rinoceronte peloso, è un evento per lo zoo di cui Osvaldo è custode, ma soprattutto lo è per Camilla e Filippo, gemelli e suoi figli - che volentieri non andrebbero a scuola quel giorno. Per il padre non se ne parla. Bastano già le complicazioni che si profilano all'orizzonte: ben quattro animali sono fuggiti dalle loro gabbie e quel giorno è prevista una festa per l'arrivo del nuovo ospite con tanto di direttrice, sindaco, giornalisti e numerosi curiosi. Ma i bambini, si sa, amano fare di testa loro. L'emozione per l'arrivo del nuovo ospite dello zoo correrà parallelamente alla ricerca dei 'fuggiaschi', nell'ordine: un gibbone, un cercopiteco e due macachi. I ragazzi non andranno a scuola, "aiuteranno nella ricerca". I dispersi saranno ritrovati. L'avvento provvidenziale della pioggia restituirà allo zoo la sua dimensione solita e anche Natuna piano piano si adatterà, aiutata proprio dai due gemelli e da un giornalista con opportuna sensibilità. Si intravede anche l'arrivo di un compagno per Natuna con un perfetto scacco al rischio di estinzione. Beati Camilla e Filippo, protagonisti di questa serie di avventure allo zoo: il barrito di un elefante come sveglia, la grotta degli orsi come sveglia, un panda per amico...
Questa è una storia di avventura, ma anche di riflessione, ambientalista. Natuna, il rinoceronte peloso, infatti arriva allo zoo dall'Indonesia. Scampata all'abbattimento della foresta fluviale che, ridefinendo i luoghi e l'ambiente in cui vive, l'ha costretta a migrare verso nord, finisce tra le braccia armate di cacciatori illegali molto interessati a piazzare il suo corno su qualche mercato illegale. A sottrarre Natuna dalle mani dei bracconieri ci pensa un gruppo di ambientalisti. Ed è bello che i bambini sappiano che esistono. Ma questo l'autore Guido Sgardoli ce lo dice saggiamente alla fine, dopo aver regalato al giovane lettore un'avventura. Un altro grande pregio dell'autore è l'essere riuscito a dare sempre il ritmo giusto a tutti i livelli narrativi: dai tempi rocamboleschi di un'avventura a quelli più lenti della riflessione, adatti a cogliere gli spunti di uno sguardo più profondo sui rapporti tra natura/ambiente e uomo. Una storia bella e ben disegnata capace di insegnare senza mai scadere nel moralismo pedante.

 

 

 

 
 
 
 
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