Un vero leone

Un vero leone
In primavera il circo arriva in città e, per la gioia dei bambini, il popolo dei girovaghi invade le vie del centro con carri, giocolieri, acrobati e animali di ogni tipo. Tra loro un singolare leone dal carattere strano, Martino: “Non mi piaceva saltare nel cerchio, non mi piaceva ruggire né spaventare la gente”. E proprio per questo, in una giornata di primavera, Martino viene cacciato dal circo, da Boris, domatore esasperato. A deriderlo fuori dal tendone lo aspettano i bambini, che sanno essere molto cattivi - come si sa. Ma per fortuna non tutti: Arianna infatti lo guarda in modo speciale, sembra capirlo, e sarà proprio lei ad aiutarlo nella sua trasformazione. Nelle vesti di un pagliaccio, Martino troverà la sua identità, la sua sicurezza e il suo particolare modo di essere un 'vero' leone...
Una fiaba moderna e coraggiosa sulle difficoltà dell'essere diversi, illustrata e scritta da Matteo Gubellini, e dedicata al suo Gabriele. Una storia che si svolge a primavera, ma dai colori autunnali, dove sono proprio il colore e le illustrazioni a fare un percorso intrigante: sembrano viaggiare di pari passo con i tempi e l'evoluzione della storia. Dai 'mattoni' più cupi delle prime pagine, si va via via acquistando luminosità, schiarendo il colore e giocando con gli sfondi che da pieni diventano bianchi, riuscendo a creare il giusto spaesamento nella parte centrale della storia; per finire con un colore più brillante (in particolare l'azzurro del cielo) delle ultime eccellenti pagine. Forse si tratta di sfumature che riescono a rafforzare il senso del racconto agli occhi dell'adulto, ma rischiano di sfuggire agli occhi del piccolo lettore. Ma resta una storia davvero importante, attuale e necessaria, sull'inadeguatezza del nascere destinati ad un ruolo che non appartiene, con un lieto fine: una metamorfosi, una evoluzione sofferta, ma senza forzature.

 

 

 

 
 
 
 
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