Una classica serata jazz

Una classica serata jazz

Michel e Fryderyk si trovano a Parigi, sono vicini di dimora in un comprensorio speciale, il cimitero Père-Lachaise, però non si sono ancora mai conosciuti personalmente. Sono molto diversi fra di loro i due: molto piccolo e atipico Michel, alto e dallo sguardo severo Fryderyk. Michel ha voglia di rompere il ghiaccio con l’altero compagno di sventura e si presenta perché soffre il silenzio di quel luogo triste, desidera la compagnia di qualcuno con cui parlare. Severo e arrogante Fryderyk non crede alle sue orecchie quando Michel gli dice di essere un pianista. Squadrandolo dalla testa ai piedi non riesce a immaginare che quell’omino tanto piccolo possa essere in grado di suonare il piano… come fa se non può arrivare nemmeno ai pedali! Michel spiega allora che ci riesce da quando suo padre progettò un meccanismo adatto a lui e che anche una famosissima marca di pianoforti addirittura in seguito inventò per lui un sistema simile. Fryderyk comunque non ne vuole sapere, ha da fare, non vuole essere importunato perché sta lavorando a una nuova opera e non ha tempo da perdere… e figuriamoci poi quando Michel entusiasta gli chiede di collaborare, magari improvvisando insieme una jam session! “La musica è matematica, esattezza, non è roba per improvvisatori”. E Michel: “No, è soprattutto emozione, trasporto, istinto, amore. Il jazz è fantasia”…

Rigore e Libertà dialogano in questo incontro immaginario tra due mostri sacri del piano e tra due mondi apparentemente inconciliabili, la musica classica e quella jazz. Il dialogo fantastico tra Frederyk Chopin e Michel Petrucciani, entrambi sepolti nel cimitero Père Lachaise di Parigi, poggia su questo dualismo tra Ragione ed Emozione per cercare di spiegare ai ragazzi quelle che possono essere le specificità di due generi musicali tanto distanti, arrivando a mostrare che in realtà la Musica è una sola, senza contraddizioni o distinzioni tra generi. “La musica è condivisione, l’unico linguaggio che ci rende uguali”. A parlare è la figura di Michel Petrucciani, una leggenda del jazz, il pianista chiamato “l’uomo dalle ossa di cristallo” per la malformazione genetica che sin dall’infanzia lo ha portato a continuare a suonare, fino a sopportare addirittura il dolore quando le sue ossa si rompevano durante i concerti. La casa editrice Curci in coedizione con Fingerpicking.net nella collana Le Leggende della Musica pubblica questo nuovo titolo a firma di Reno Brandoni, chitarrista dedito da tempo anche al campo di divulgazione editoriale (tra i titoli per ragazzi ricordiamo Filastrocche per sentirsi grandi, La notte in cui inventarono il rock e Il Re del Blues sempre pubblicati da Curci). Con le illustrazioni di Chiara Di Vivona e l’utilissima scelta di integrare i QR Code per l’ascolto dei brani in un CD allegato e la narrazione a voce di Stefano Nosei, questo bell’albo divertente e toccante al tempo stesso diventa una finestra dalla quale affacciarsi e guardare alla musica e ai suoi generi con uno sguardo diverso e rinnovato.



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