Una coperta di parole

Una coperta di parole

Girandola è una bambina. Gioca, salta. Sa fare la ruota. Ma arriva la guerra a spazzare via la sua felicità. A portarla in un luogo lontano e strano. Ora tutto intorno a lei è così distaccato, e Girandola si sente come sotto una “cascata fredda”. Quando sta a casa, a confortarla c’è soltanto una coperta fatta dei suoni rassicuranti e caldi della sua lingua madre. La tentazione di rimanere lì al caldo e al sicuro c’è e la bambina non si riconosce più, così isolata e triste; si chiede quando tornerà quella di prima. Un giorno, però, al parco succede una cosa nuova: una bambina la saluta. All’inizio Girandola ha paura e tira dritto. Poi ricerca quel volto, torna e ritorna lì fino a ritrovare quella bimba sorridente. E pian piano, ricomincia a percepire il “caldo dentro”...

Una coperta di parole racconta il punto di vista di chi lascia i propri luoghi calorosi e accoglienti per ritrovarsi in un mondo freddo, strano, tagliente, perché ancora sconosciuto. In questo libro delicato trovano spazio lo smarrimento, la tristezza, la solitudine che sono parte integrante del vissuto di perdita di ogni migrante, adulto o piccino che sia. Irena Kobald, autrice del testo, racconta questi sentimenti senza giri di parole e con coraggio: quando si parla di infanzia è raro farlo, perché i bambini felici rassicurano molto gli adulti… Questi sentimenti, seppur spiacevoli, non sono destinati a durare per sempre, soprattutto quando la vita si arricchisce di incontri. E così, grazie agli altri anche le barriere linguistiche possono essere superate e si può tessere una nuova coperta di parole, morbida e confortevole al pari di quella d’origine. Freya Blackwood illustra con tatto la storia usando sapientemente i colori nei toni caldi e freddi in modo da   differenziare ricordo e presente, conosciuto e ignoto fin quando, lentamente e in un percorso non semplice, non ce ne sarà più bisogno. Questo libro è indicato per chi, a vario titolo, lavora con l’infanzia e/o in qualche modo ha a cuore la questione dell’integrazione. I bambini stranieri si identificheranno facilmente nella protagonista perché in poche pennellate sono descritti i processi che la persona “sradicata” fa per inserirsi nel nuovo ambiente. Ma questa lettura fa bene a tutti: per mettersi nei panni di chi non ha ancora voce e si sente isolato, per andare oltre e riconoscerlo come una persona da accogliere, così come fa la bambina con il grande ombrello. Libro che ci ricorda che la vera forma di integrazione è l’amicizia.

 

 

 

 
 
 
 

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