Una scuola davvero bestiale

Una scuola davvero bestiale
“A Caval Donato non si guarda in bocca”, recita un antico proverbio. Ma il professor Sotutto, che è uno che crede di aver sempre ragione, decise lo stesso di raddrizzare gli occhi al suo cavallo. E così, Caval Donato si ritrovò con due belle lenti sul muso e finalmente vide che quello che era storto, in realtà, era il mondo intorno a lui. Decise perciò di abbandonare il pesante calesse del suo padrone e di aprire la prima scuola per animali, nella città di Salamanca. In un batter d’occhio gatti, oche, giraffe e lupi affollarono la stanza e Donato poté cominciare le lezioni. Iniziò pesando tutti gli animali perché “la cultura ha il suo peso”, e capre, asini e oche dimostrarono con l’ago della bilancia di non essere così ignoranti come si diceva. Poi, Caval Donato spiegò le operazioni di matematica e tutti si misero all’opera per compiere azioni con le cifre: c’era chi le spostava e chi le sollevava, chi usava i sei per pescare e i cinque per farci delle macchinine… Fu più complicata la scrittura, perché quale lingua avrebbero dovuto usare? Il maialese? Lo scimmiesco? Ovviamente la scelta ricadde sul cavallino, pieno di iiii. Ma alla fine, con tutti questi compiti, riuscì Caval Donato a trasformare gli animali in allievi modello? O rimasero per sempre ignoranti e analfabeti?
Nuove Edizioni Romane, con questo albo raffinato ed elegante, decide di far sentire la propria voce su un tema di grande attualità come quello della scuola. Tra leggi e provvedimenti, proteste e manifestazioni, si dimostra che anche un libro per bambini può dire la sua, con semplicità e umiltà. A compiere il miracolo sono due grandi nomi della letteratura per ragazzi, la nota scrittrice Silvia Roncaglia e l’illustratrice Brunella Baldi, uscita dalla scuola di Sarmede. E visto che mettere direttamente in scena gli uomini poteva sembrare un intervento troppo polemico, le autrici hanno affidato i ruoli di alunni e professori a un gruppo di animali, con una scelta di orwelliana memoria. Oche, gatti e asini agiscono sul palcoscenico dell’istruzione e rovesciano carnevalescamente il processo dell’apprendimento: pesano la cultura sulla bilancia, fanno le operazioni di matematica spostando le cifre, si nutrono di sapere… Insomma, cercano di imparare qualcosa in modi bizzarri e ridicoli. Con i consueti giochi di parole, la Roncaglia ribalta i significati di cliché e modi di dire, inventando nuovi significati e demitizzando il parlare comune. La fantasia dei lettori viene stimolata e le risate sono garantite. A completare il rovesciamento del testo intervengono le eleganti illustrazioni della Baldi che, a sua volta, gioca con le forme e con gli spazi. Usa gialli e rossi, arancioni e bianchi, per colorare un mondo dalle dimensioni ribaltate. Grandi margherite fioriscono agli angoli delle tavole, mentre cifre dalle dimensioni mastodontiche vengono spostate nelle carriole, appese ai fili e sparate col cannone… Un libro ironico e serio, in cui i più grandi potranno leggere riferimenti alla realtà, mentre i più piccoli daranno libero sfogo alla fantasia.

 

 

 

 
 
 
 
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