Una strana creatura nel mio armadio

Una strana creatura nel mio armadio
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Una stanza, un bambino, l’ora di andare a letto. Già di per sé il momento è assai delicato, se poi ci si mette anche una misteriosa creatura che vive nell’armadio proprio di fronte al lettino, le cose si complicano maledettamente... Coperte sulla testa, stato di allerta perenne, mai dare le spalle al mostro... Quando la situazione diventa insostenibile però il bambino trova le risorse per affrontare e liberarsi del suo incubo, una volta per tutte. L’elmetto ben calcato sulla testa, un fucile a sughero tra le mani e i sensi pronti a scattare al primo segnale, il bambino sorprende la creatura ai piedi del suo letto, accende la luce, la minaccia con la sua arma e il mostro… scoppia a piangere. La rabbia del protagonista sbollisce presto, prende la creatura per mano, la porta nel suo lettino, chiude la porta dell’armadio ma… ehi, ce n’è un’altra…

L’uscita di There’s a nightmare in my closet (titolo originale dell’albo pubblicato per la prima volta nel 1968) è segnata dalla stroncatura di tale James Woods che lo accostò al mitico Nel paese dei mostri selvaggi, presentandolo come una brutta copia del classico di Maurice Sendak. Interpellato al riguardo Mercer Mayer (che l’anno prima aveva esordito con lo splendido A boy, a dog and a frog, un capostite del genere silent book), rivelò senza scomporsi che l’unico ascendente del libro erano i suoi ricordi d’infanzia, e la polemica si chiuse lì. Ovviamente la recensione, anche se negativa, non fece che contribuire al grande successo dell’albo, ancora oggi ristampato a quasi 50 anni dalla sua uscita. Gli ingredienti di questa popolarità stanno probabilmente nella semplicità della formula che mette in fila elementi di sicura presa sui bambini (la paura di addormentarsi, mostri tanto orribili quanto inoffensivi, il ribaltamento dei ruoli), il tutto inserito in una sequenza di tavole ultraeloquenti, costruite con grande senso scenico, ironiche. Insomma, non sarà Nel paese dei mostri selvaggi, ma con Meyer si va sul sicuro…

 

 

 
 
 
 

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