War Horse

War Horse
Joey è il cavallo di Albert; suo padre se l’è aggiudicato ad un’asta solo per il gusto di soffiarlo e di fare un dispetto ad un acerrimo rivale. È il ragazzo ad accorgersi subito del valore del puledro, un baio rosso ciliegia di razza dal pelo risplendente e con un inconfondibile segno particolare, una macchia bianca sul viso a forma di stella. Joey è un mezzo purosangue, potrebbe essere un ottimo cavallo da corsa, ma per l’affetto che lo lega ad Albert, il suo unico e solo proprietario, impara la fatica dell’arare, di tirare il carro e di sudare come una qualsiasi bestia da soma. Deve rendersi utile in fattoria e lavorare, altrimenti, il padre del ragazzo lo darà via. Ogni sera, Albert e Joey si concedono una galoppata in libertà: sono talmente affiatati da conoscere l’uno le intenzioni dell’altro; Joey sa dove vuole andare il suo amico prima ancora che questi dia il segnale. Ma le cose non vanno affatto bene alla fattoria, su cui grava una pesante ipoteca e l’orrore della Grande Guerra si fa sempre più vicino e vero: gli Inglesi sono ufficialmente in guerra contro i Tedeschi. Il padre di Albert, angosciato dai debiti e dalla povertà che la guerra lascia presagire, decide di vendere Joey per quaranta sterline all’esercito britannico. Albert è costretto ad assistere impotente alla vendita del suo amico, non può opporsi, c’è la fattoria da salvare. Ma nel dire addio a Joey, gli consegna una promessa: si rincontreranno, costi quel che costi, Albert ritroverà e riavrà il suo cavallo. Ma ora Joey è un “soldato” della cavalleria; di lui si prende cura il Capitano Nicholls, un uomo gentile che lo circonda di attenzioni e ne apprezza il raro valore. In territorio francese avviene per Joey il battesimo del fuoco, il giorno della sua prima battaglia: i rombi dei cannoni sono sempre più forti, gli spari dei fucili fanno paura, tutto intorno è fiamme e distruzione. Joey sente gli speroni del Capitano premere forte sul suo costato, è il segnale, deve correre, galoppare veloce verso il nemico senza mai voltarsi indietro. D’un tratto si accorge che il suo cavaliere non è più in sella, è caduto sul campo, il Capitano Nicholls è morto, ma lui deve continuare a correre, fino a che tutto intorno sarà solo silenzio e ovunque, uomini e cavalli distesi per terra esanimi. La guerra è appena cominciata e Joey ha un nuovo padrone, il soldato Warren, ma solo fino alla prossima battaglia, fino alla prossima corsa verso un maledetto filo spinato, aldilà del quale c’è il fronte tedesco ad attendere il destino di Joey…
Michael Morpurgo, un passato da maestro della scuola primaria, è una penna che sa comunicare ai ragazzi. Le sue storie, armonicamente impastate di verità e di fantasia, sono state tradotte in tutto il mondo. Pubblicato per la prima volta nel 1982, War Horse inizialmente non ha riscosso grande successo. Venticinque anni dopo la sua prima uscita, è stato trasposto in testo per il teatro; messo in scena sulle ribalte londinesi di South Bank, la storia ed il suo allestimento teatrale hanno presto conquistato il pubblico dei teatri del West End e di Broadway, per arrivare infine sul grande schermo. La scrittura semplice e leggera, schiva le lunghe descrizioni e sceglie la vivacità del dialogo e del discorso diretto. È Joey a raccontare i fatti, un particolare che all’inizio spiazza e sorprende il lettore, il quale pian piano viene condotto in groppa al cavallo, per osservare gli eventi da un insolito punto di vista. L’amicizia è di certo il tema dominante del libro, che pagina dopo pagina, regala preziose pause ristoro, per rifocillarsi di ottimismo e buoni sentimenti.

 

 

 
 
 
 
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