Wildwitch – La prova del fuoco

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Clara è lì, al centro del Paiolo dei Corvi. Avvolta dalle fiamme che le lambiscono le sopracciglia e i capelli. Sente il calore sulla sua pelle ma ancora le fiamme non l’hanno sfiorata e lei spera che non lo facciano mai. Ha già superato le altre tre prove del Fuoco ma manca la quarta, la più difficile e la più pericolosa: affrontare il Cuore del Fuoco. Kimera ha cercato di rapirla due volte, le ha fatto del male, ha tentato di uccidere Tonto e per questo è stata condotta davanti al tribunale delle streghe selvatiche. Ma quell’uccellaccio rapace ha insinuato il dubbio che Clara stesse mentendo e che magari lei non sia nemmeno una wildwitch, una strega selvatica, e Clara da essere accusatrice è diventata accusata. Lei, accusata di essere una bugiarda! Ma come si permette! Non la darà mai data vinta a Kimera: lei sa di dire la verità e lo dimostrerà. “Chi sei, piccola strega?” le chiede il fuoco danzando e interrompendo il flusso dei suoi pensieri. “Una che dice la verità” risponde. “Una che dice la verità, oppure tace”. Le fiamme iniziano a danzarle intorno ridendo, affettuose e selvatiche insieme, ma senza fare danni. Il ruggito man mano si trasforma in canto, rosso e dorato nel buio della notte. Chiude gli occhi per la paura e quando finalmente ha il coraggio di riaprirli, lo vede. L’uccello di fuoco. Con le piume e le ali di fiamme, col collo, la coda, il becco di fuoco, con gli occhi come oro liquido. Sale verso il cielo in un fragore di scintille che cadono su di me come polvere di stelline. “Bella risposta, piccola strega selvatica. Tu hai il fuoco nel cuore”, dice scomparendo…

Il primo libro della saga svedese Wildwitch è un piccolo gioiello. Lene Kaarberbøl ha creato un universo selvatico e selvaggio dove però restano fondamentali i valori dell’amicizia, della lealtà e del rispetto verso la natura. Durante la lettura, non pochi sono i rimandi e citazioni ai capisaldi del genere fantasy che il lettore esperto può cogliere ed apprezzare: il Paiolo dei Corvi non può non ricordare il famoso Paiolo Magico di Harry Potter, così come il gatto rimanda alla professoressa McGranit. L’autrice danese attinge a piene mani anche dalla saga de Il Signore degli Anelli di J.R.R. Tolkien: Stella, il pony di Clara, è un alter ego di Bill il pony di Sam che conduce gli hobbit alle porte di Moria, nel primo libro della trilogia, così come il ruolo della natura che è matrigna o madre a seconda di come la si tratti. Un romanzo fantasy che, come ogni romanzo fantasy che si rispetti, è anche un romanzo di formazione. Anche il giovane lettore cresce insieme a Clara, che da essere una ragazzina di 12 anni spaventata dal mondo diventa una giovane adulta in grado di lottare per quello in cui crede e di trascinare anche i suoi compagni di avventura con il suo senso di giustizia. Una saga che ha consacrato la Kaarberbøl come autrice fantasy di successo in Danimarca e all’estero, facendole vincere, nel 2004, il prestigioso premio “Nordic Children's Book Prize”. Un romanzo che si fa apprezzare anche da chi ha superato di gran lunga la fase pre-adolescenziale, con una scrittura che scorre veloce. I valori di cui si fa portavoce Clara sono valori universali, ai quali non si può restare indifferenti. Nel 2018 il regista danese Kaspar Munk ha tratto dal libro un film molto suggestivo.



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