William Wenton e il ladro di luridium

William Wenton e il ladro di luridium

William Wenton ha dodici anni e un grande talento per la risoluzione di codici ed enigmi. Vive con i genitori da qualche parte in Norvegia, sotto falso nome. Ben otto anni prima, infatti, quando suo nonno, scienziato di fama, è scomparso nel nulla, la famiglia è dovuta fuggire dall’Inghilterra a causa di un pericolo la cui natura il ragazzino non conosce. William ha un carattere molto riservato e l’isolamento non gli pesa, a patto che possa dedicarsi alla sua grande passione e all’attività in cui è bravissimo: decifrare codici, appunto. Suo padre invece li odia, i codici, e desidererebbe che il figlio si dedicasse ai normali passatempi di tutti i ragazzi. Quando in città, al Museo di Storia della Scienza, arriva l’Enigma Impossibile, William fatica a ottenere il permesso di recarsi al museo con la scuola. Poi lo ottiene, ma solo a patto che non faccia nulla per risolvere l’enigma. Perché? “Perché non dobbiamo attirare la minima attenzione su di noi!”, lo ammonisce la mamma. Invece, quasi senza volerlo, come spinto da un destino che ignora ma che inesorabilmente lo coinvolge e lo attira a sé, William risolve l’Enigma, il codice più difficile al mondo. Da questo momento il ragazzino si trova a vivere in costante pericolo. Scampato alla distruzione della sua casa ad opera di uno sconosciuto e violentissimo aggressore, viene salvato miracolosamente e portato all’Istituto per la Ricerca Post Umana. L’istituto è stato fondato proprio da suo nonno e lì l’intelligenza di William e la sua forza di carattere verranno messe alla prova in modo del tutto imprevedibile…

Per due anni al primo posto nelle classifiche dei libri per ragazzi in Norvegia, la storia di William si apparenta sia alla fantascienza classica che, per alcuni aspetti, all’epopea di Harry Potter. I colpi di scena si susseguono improvvisi e, accanto ai personaggi umani, compaiono curiosi robot, misteriose piante carnivore dai denti di ferro e dai tentacoli d’acciaio e perfino cibi deliziosi al gusto, ma totalmente sintetici. E poi il luridium, la sostanza prima nascosta e poi trafugata perché capace di ricostruire parti del corpo, di ingigantire le forze degli esseri umani, di fermare la decadenza e la vecchiaia. Il ladro di luridium, un malvagio di rara doppiezza, nascosto e inafferrabile, è l’elemento attorno al quale si snoda tutta la storia fino allo svelamento finale. Se quest’ultimo potrà sembrare un po’ prevedibile al lettore di fantascienza di lungo corso e adulto, non così avverrà per il pubblico a cui è destinato il romanzo, adatto a lettori dai dieci anni in su e, perché no?, anche alle lettrici della stessa età. Coprotagonista della storia è infatti Iscia, una ragazzina schiva ma geniale, il cui ruolo si rivelerà fondamentale per la salvezza di William.



 

 

 

 
 
 
 

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