Winnie Puh - Ritorno al bosco dei cento acri

Winnie Puh - Ritorno al bosco dei cento acri
“Puh prometti che non ti dimenticherai mai di me, neanche quando avrò cento anni”, diceva Christopher Robin ne La Strada di Pooh al momento di salutarsi, alla fine delle vacanze estive. E tanto tempo è passato da quell’ultima avventura – era il 1928 – ma noi non ci siamo dimenticati di Winnie, di Christopher Robin, ma neanche di Tigro, dell’asino Isaia, di Coniglio o di Porcelletto. Nel Bosco dei cento acri, però, non sono certo passati più di ottant’anni, come ci spiega “l’orsetto con poco cervello”: “ottanta è davvero un bel numero, ma potrebbe trattarsi di anni, di settimane, giorni o minuti”. Quindi potrebbero essere addirittura secondi, ma la scuola di Christopher Robin non può essere così corta e allora sarà stato appena il tempo di tre stagioni; perché la notizia – la grande notizia – è che è tornato: sì, sì, Christopher è tornato nel bosco per vivere un’altra estate in compagnia dei suoi amici. E quale migliore ragione potrebbe esserci per fare una grandissima Festa di Bentornato, con un’adeguata scorpacciata di noccioline, miele, gelatine colorate, sorbetto al limone e torta con la glassa? Proprio nessuna. L’estate dell’orsacchiotto e dei suoi amici si preannuncia dunque molto allegra e divertente, all’insegna dei giochi e delle avventure, e ci sarà anche l’occasione di farsi nuovi amici.
È David Benedictus http://www.davidbenedictus.info/ a dare vita alle nuove avventure di Pooh e compagni. Si tratta della prima continuazione ufficiale di Winnie the Puh e della Strada di Puh (in lingua originale sarebbe Pooh ma, visto il patrimonio musicale nazionale, meglio adottare la grafia italiana, no?). Ritorno al Bosco dei Centro Acri riprende la narrazione proprio là dove A. A. Milne si interrompeva e nessuno dei personaggi appare troppo cambiato, anche se in fondo in fondo Coniglio è meno insopportabile e Isaia è meno pessimista. In realtà quella di Benedictus per i personaggi creati da Milne è una vera e propria passione: non solo lo scrittore ha curato alcuni adattamenti radiofonici e diversi cd delle storie di Puh & Co., ma già dalla prima metà degli anni Novanta aveva pronte alcune delle storie presenti nel volume. Le aveva anche sottoposte ai discendenti di Milne i quali però sono stati costretti a rifiutarle perché i diritti di autore appartengono alla Walt Disney, e con loro non si scherza. “Soltanto” dopo dieci anni di attesa e di rinnovato amore per l’orsacchiotto, i diritti per la realizzazione di un sequel sono tornati nelle mani giuste e Benedictus ha avuto il via libera per la pubblicazione di quelle e altre storie in cui ha dato il meglio di sé. Oltre ad aver lasciato inalterata l’atmosfera presente nei vecchi volumi, ha introdotto anche un nuovo personaggio, Lottie la lontra, in perfetto stile milneriano. Il nuovo amico è un po’ vanitoso ma pieno di inventiva, divertente, molto pulito e socievole. Una menzione d’onor infine per i disegni. L’eredità di Ernest H. Shepard era molto difficile da raccogliere senza rischiare di stravolgere l’immaginario collettivo legato al bosco e ai suoi abitanti. Mark Burgess riesce tuttavia a fare suo lo stile di Shepard dando vita a illustrazioni puntuali e delicate, indispensabili per godere a pieno del libro e trovarsi improvvisamente sotto una quercia e sentire lo scampanellio della bici di Christopher Robin.

 

 

 

 
 
 
 
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