Yum!

Yum!
“Il cibo ha molti colori e sapori, profuma e rumoreggia, entra ed esce dal nostro corpo. Il cibo viaggia molto: arriva da qua e da là (...) Qui raccontiamo un po' di cose sul cibo, in tutti i sensi” Comincia e finisce così la prefazione di Yum! che saccheggio perché non c'è modo migliore per spiegare cosa contiene questo gustoso albo illustrato. Tra la vera storia del cibo in scatola, i tanti colori delle carote, i sapori dei fiori (pare che i garofani sappiano di cipolla e le viole di menta...), i colori dei cibi, quelli veri e quelli finti, ce n'è davvero per tutti i per tutti i palati...

Come era prevedibile l'Expo di Milano ha dato il via a un discreto numero di titoli per bambini sul tema del cibo: alcuni più riusciti, di altri diciamo pure che avremmo potuto farne a meno. Yum! appartiene alla prima categoria, anzi, probabilmente è il più riuscito del lotto e la sua ricetta è una felice fusione di ingredienti ben selezionati. Due belle matite, la premio Andersen Pia Valentinis e il fumettista Giancarlo Ascari, in arte Elfo. Una grafica elegante, ariosa e movimentata (l'unico appunto è sull'ennesimo Arcimboldo in copertina, ne andrebbe proibito l'uso per un paio di secoli per ridargli smalto). E poi testi di cristallina chiarezza che funzionano con bambini di ogni età o quasi. Organizzato, come suggerisce l'eloquente sottotitolo, secondo tutti i sensi, il libro alterna brevi incursioni nella storia alimentare con tanto di aneddotica (la contesa sull'invenzione del cono gelato tra l'italiano Marchioni e il gelataio Arnold Fornachau coadiuvato dal pasticcere Ernst Amwi, la promozione del pomodoro da pianta velenosa a base di mille piatti in tutto il mondo), succinte descrizioni dei processi di lavorazione, racconti sul cibo, curiosità, bizzarrie, senza mai superare il limite invisibile ma indiscutibilmente reale che separa una notizia davvero interessante da una pappardella insostenibilmente didascalica. Seguendo le dosi e i tempi di una buonissima ricetta, l'albo invita i bambini a pensare al cibo non soltanto come fonte di soddisfazione sensoriale ma anche come prodotto di culture diverse nel corso una storia millenaria in cui arte, natura e tecnologia si propongono nelle loro massime espressioni: insomma, che il cibo è una ficata...

 

 

 

 
 
 
 

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