Zaina figlia delle palme

Zaina figlia delle palme
Il deserto è affascinante e spietato. L’oasi, la dimora dei beduini, è “un regalo di Dio perché la loro vita sia meno faticosa in una natura immutabile, affascinante e spietata”. Così queste otto fiabe. Il regalo di una terra, di un mondo complesso. Storie che parlano di dune che proteggono una bimba dalla crudeltà beffarda di un miraggio, di bazar pieni di mercanti in cerca di bellezza, di palme, carovane, di lupi che ululano per darsi la buona notte, e di un gatto che ha paura del mare...
Racconti in cui la dimensione onirica prevale e in cui il mondo beduino ci appare nella sua magica genuinità, offrendo il suo senso di curiosità ed avventura. Il valore di queste fiabe è duplice: valgono di per loro come suggestioni di un mondo caldo, speziato, pieno di odori e, in qualche modo, di liricità, e valgono come strumento per vivificare la lingua. L’arabo, una lingua ed un linguaggio dallo spessore indubbio, ricco di sfumature pressoché intraducibili, espressione di un mondo che va dal Nord Africa al Medio Oriente, fino ad arrivare alla penisola arabica. Qui si celebra la Giordania, una terra misteriosa e variegata, ma è come se si celebrasse il deserto nella sua immensità, per dove si estende. Infine due ulteriori buonissime ragioni per abbandonarsi al caldo e accogliente sussurro di queste favole: una casa editrice, la Sinnos, che si occupa del reinserimento lavorativo di persone svantaggiate, ed un progetto unico nel suo genere: l’obiettivo primario è la promozione dell’interculturalità, e il testo è dotato di traduzione araba a fronte, offrendosi così come veicolo, strumento di scambio. Un inno (finalmente) alla contaminazione culturale.

Pubblicità

 

Pubblicità

 

 

 
 
 
 
Il nostro sito utilizza i cookie ACCETTO
Se vuoi saperne di più COOKIE POLICY

I NOSTRI PARTNER