Zio Vania e altre storie russe

Zio Vania e altre storie russe
“Una festa di nozze è, sembra ovvio scriverlo, una festa per gli sposi. … Ma non sempre è così.” Ci sono le nozze combattute di una coppia che più volte, per questioni di principio, si trova ai ferri corti: Lomov e Natalia, che sono cresciuti assieme e che, da grandi, si ritrovano. Grandi amori e (o) buoni matrimoni. A volte grandi matrimoni, come quello che vorrebbero Aplombov e Dasenka, ma le finanze sono quelle che sono, i violinisti sembrano un lusso, ogni augurio una polemica e gli invitati di riguardo un po' troppo timidi e piccoli di statura... Feste di nozze in cui non sono gli sposi i più felici, e in cui anche i migliori amici possono rivelarsi interessati. Ci si sposa per mille motivi... una ragazza giovane e bella, per esempio, può finire assieme ad un vecchio professore ipocondriaco ed egocentrico: un'infatuazione scambiata per amore ma non certo calcolo interessato, come nel caso di Elena. La sua bellezza sicura è oggetto dell'attenzione di molti uomini, dell'amore disperato di Vania e di quello discreto di Michail Astrov, il medico. Una famiglia  allargata e complessa, in cui i sentimenti possono crescere nel segreto, venire confessati e qualche volta esplodere.
“Nel tradurre in prosa tre testi teatrali di Cechov mi auguro di essere riuscito, almeno in parte, a rendere l'inconfondibile discrezione e gentilezza della sua scrittura, invitando così il mio lettore a incontrare un giorno e ad amare i testi originali.” Come per qualunque riduzione per ragazzi, lo scopo dichiarato di questo volume è quello di avvicinare i lettori ad un classico. Le Nuove Edizioni Romane sono veterane nel genere e, anche in questo caso, il risultato è ben equilibrato tra le esigenze dell'approfondimento scolastico e quelle del piacere della lettura. L'ampia introduzione narrativa, oltre ad essere molto lucida nell'individuazione di temi e caratteristiche dell'opera di Cechov, è anche il primo invito alla lettura. Forse, proprio perché parte dall'esperienza personale di incontro con l'autore, anche il più riuscito e convincente del libro. Zio Vania dà il titolo alla raccolta, le altre storie russe sono i due atti unici La proposta di matrimonio e Le nozze. La modalità della riscrittura in prosa funziona meglio con queste storie più brevi e più ironiche, in cui le relazioni familiari e sociali sono più lineari, i profili psicologici più abbozzati, l'alternanza dei personaggi meno complicata. È interessante osservare gli espedienti di cui fa uso Mancuso nel passaggio dal teatro alla prosa: ci sono descrizioni, alcune spiegazioni di concetti propri della cultura russa come glosse ben integrate nel testo; c'è la valorizzazione dei temi più attuali (amore, relazioni familiari e sociali) e una nota di ambientalismo. Si attualizza dando al contempo informazioni sul contesto e reinterpretando narrativamente le modalità tipiche della scena come il monologo, il dialogo e l'avvicendarsi dei personaggi. Il volume riesce così a creare curiosità e ad avvicinare gli ambienti russi di fine Ottocento senza falsarne la distanza, riuscendo a destare l'interesse del lettore che era l'obiettivo di partenza. Che i testi siano sottratti alla scena si sente, ogni tanto, nel troppo repentino avvicendarsi dei personaggi, soprattutto in Zio Vania. Ma, forse, per rendere al meglio in prosa il complesso meccanismo di relazioni e personaggi che Cechov riesce a creare, sarebbe stato necessario un romanzo intero.

 

 

 
 
 
 
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