Daanan: Il destino degli uomini

Daanan: Il destino degli uomini

Ryan Rhadamantys supera senza troppi intoppi i controlli della dogana di Prime e finalmente può entrare nella capitale dell’Impero, dove è giunto per trovarsi un lavoro o come guardia del corpo o come scorta: è infatti molto abile con la spada, ma sa che non sarà facile ottenere un impiego in quel campo, soprattutto da quando è in vigore la Pace Imperiale. Il giovane non fa in tempo a mettere piede in città che prontamente si mette in mostra sventando un furto tentato da una ragazzina ai danni di un senatore, Sirio Batai, che subito riconoscente offre al giovane vitto ed alloggio in cambio dei suoi servigi, almeno fino a quando non sarà riuscito a farsi assumere da qualche altra parte. Passata una settimana però la situazione di Ryan non è cambiata, ma il senatore confida, portandolo al Ballo di Gala al Palazzo Imperiale, di riuscire a “sistemarlo”. Il Ballo è organizzato dal re in persona, Aeon Prime, per riprendere i rapporti con la dinastia di Kallispar, che ha difeso l’Altipiano durante il Periodo del Disordine e del Caos. La sera dell’evento, le attenzioni di Ryan sono attirate da Lilith, la Principessa del nord, che alloggia nella Cattedrale delle Ombre, sull’Abisso, ad Ovest di Prime. Poco tempo dopo, il giovane capisce anche il perché: uscito a prendere una boccata d’aria nei Giardini Pensili, sente l’erede al trono di Kallispar, Vantigar, fare delle avances a Lilith, che rifiuta in maniera ferma ed ironica. Ryan si mette allora a pedinare la Principessa e la ritrova in mezzo ai Giardini circondata da sei uomini dalla Casata degli Heidenrich che la importunano. Il pericolo è sventato proprio dal giovane e da Sirio, ma Lilith, invece di ringraziarli, rinfaccia a Ryan di aver preso la collottola la ladra ragazzina non appena arrivato in città, lasciando i due uomini a chiedersi quali poteri possa mai avere quella donna misteriosa...

La generazione X (ovvero coloro che sono nati tra gli anni ‘60 e gli anni ‘80) e la generazione Y (detta anche dei Millennials, coloro che sono nati tra gli anni ‘80 e gli anni ‘00), e se vogliamo ci possiamo aggiungere i primi nati della Generazione Z (o Post-Millennials) hanno come base letteraria e cinematografica – con le dovute differenze relative all’anno di uscita e all’età delle persone in questione – due grandi saghe fantasy: Il signore degli Anelli ed Harry Potter. Per i veri amanti del genere si può anche aggiungere Il Mondo Emerso di Licia Troisi. Ciò per dire che ogni volta che viene pubblicato un nuovo fantasy, le aspettative oscillano tra il “magari eguaglia i livelli di quei mostri sacri” ed il “tanto non sarà mai all’altezza”. Spesso e volentieri, molti finiscono in questa seconda categoria. Daanan. Il destino degli uomini ci entra di diritto e a sirene spiegate. La trama è frenetica, precipitosa, sembra che ci sia come una smania di arrivare il prima possibile alla conclusione del libro. Conclusione che poi finalmente arriva, ma delude. I personaggi sono monodimensionali, stereotipati e poco interessanti: non ce n’è uno che possa creare una qualsiasi connessione con il lettore. Ma l’aspetto più deludente è forse il “worldbuilding” ‒ la creazione del mondo immaginario, un ingrediente assolutamente fondamentale del genere. Dove sono finite le descrizioni lunghe ‒ a volte un po’ stancanti, che tuttavia trasportavano letteralmente la mente in un altro mondo? Non c’è alcuna rappresentazione delle città, dei palazzi, dei territori. Chi legge deve crearsi da sé la propria realtà, perché dal testo non arriva nessun aiuto. È vero anche che questo è solo il primo libro della saga, che forse Jordan River (pseudonimo evidente e a dire il vero un po’ buffo) ha voluto tenere in serbo qualcosa per i capitoli successivi, che questa indeterminatezza potrebbe essere voluta, e che tutti gli errori si possono riparare strada facendo. Ma se il buongiorno si vede dal mattino, non ci siamo.



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