1001 fumetti da leggere prima di morire

1001 fumetti da leggere prima di morire
Con quasi mille pagine tra schede informative ed immagini, questo manuale è sicuramente un balenottero più che sfizioso sia per chi i fumetti di cui si parla in buona parte già li ha letti e sia per chi, senza offesa, ne ignora la maggior parte. Ogni scheda è dedicata ad un personaggio oppure ad una storia o ad un ciclo di storie in particolare ed è - il più delle volte - corredata da un’immagine e da una piccola legenda tecnica su prima edizione, autori e genere, mentre un balloon in basso ci segnala letture simili da ricercare immediatamente. Non sempre, va detto, ad ogni fumetto corrisponde un’illustrazione e questo smorza un po’ la voglia di leggere la scheda in questione. Tutta l’opera è suddivisa in archi temporali. Si parte da dei proto-fumetti del 1837 per arrivare fino al 1929 e si procede poi per ventenni (1930-49, 1950-69, 1970-89, 1990-99 e dal 2000 fino ad oggi). Un doppio indice di autori ed opere, infine, permette di raffinare le ricerca…
Quasi certamente di volumi come questo 1001 fumetti da leggere prima di morire non va ricercata e premiata la esaustività e tanto meno la completezza, soprattutto se nelle intenzioni dell’autore e dei suoi settanta assistenti non c’è, dichiaratamente, la pretesa di sfornare una storia del fumetto o un catalogo impeccabile di nomi ed autori. Dalla prefazione si legge che si è voluto dare un ordine cronologico sì, ma per creare una “intrigante cronologia internazione”, intrigante perché, per l’appunto, completa non può essere ed il resto deve farlo il lettore.  Ci permettiamo di consigliare un metodo di lettura “alternativo”: l’apertura di una pagina a caso! Se infatti non ci si stupisce davanti a grossi nomi come i soliti Moore, Kirby o Pratt oppure a titoli come Torpedo, Akira o l’Eternauta, è stata una sorpresa, almeno per chi scrive, ritrovarsi a pag 287 con la scheda dedicata a Batlash (personaggio western minore della DC Comics degli anni ’60) oppure “scoprire” un Metropol di Ted McKeever (un autore che Italia non si conosce abbastanza) oppure lo stranissimo Flood di Eric Drooker. In altre parole, potrebbe essere l’occasione per riesumare qualche vecchio titolo - e non necessariamente un capolavoro - di cui altrimenti si perderebbero le tracce, oppure per saperne di più su qualche lavoro che, presto o tardi,  potrebbe arrivare in Italia o da affrontare, magari,  in lingua originale! Sfogliare, sfogliare, sfogliare…

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