299+1

Tutti conoscono la fama degli spartani. Uomini forti. Donne forti. Tanto forti che quando una donna incinta sale su un autobus la fanno guidare. Meno di un anno prima della marcia per le Termopili, un ambasciatore arrivo nella città di Sparta inviato dal re di Persia, Serse: il re dei re, il dio, il figlio di Dario. Quello alto. Mica come quel figlio del dio Nanos di Skrotos, con le gambe corte e tozze. Il suo destino, secondo le antiche usanze, avrebbe dovuto esaurirsi molti anni prima giù dall’alta rupe, invece suo padre lo aveva salvato e ora anche lui sarebbe diventato uno degli indomiti coraggiosi 300 spartani che diventarono leggenda nella Battaglia delle Termopili contro migliaia di uomini di Serse, più di cento nazioni in marcia pronte a calpestare la Grecia sotto i calzari. Certo, il re di Sparta, Leonida, non era molto d’accordo sulla sua utilità fra le fila della falange. Come avrebbe potuto quello sfigato di Skrotos proteggere il compagno alla sua sinistra tenendo alto il suo scudo? Ma ormai è là con loro, mica possono rinviarlo a casa. Meglio 299 + 1 che in meno, forse. I persiani premono sulla gola delle Termopili, scoccano le loro frecce (vigliacchi). Gli spartani resistono e infilzano mentre Skrotos, nell’avamposto di Serse, cede alle lusinghe del re persiano. In fondo cosa costa inginocchiarsi davanti a lui se in cambio puoi avere tutto ciò che desideri? Se in cambio puoi vedere una (magnifica) tetta?

299+1 è un volume speciale a fumetti che raccoglie i due albi 62 e 63 della collana Rat-Man Collection. Le differenze fondamentali stanno nella colorazione di Lorenzo Ortolani (fratello di Leo) e nel formato orizzontale 32 per 21 cm che danno nuova luce e continuità alle tavole, oltre che riprendere la dinamica e il rosso sangue del grandioso fumetto di Frank Miller (colori di Lynn Varley) di cui è chiaramente la parodia, 300, pubblicato in cinque volumi per la Dark Horse Comics (in Italia è stato tradotto per la prima volta un anno dopo l’uscita, nel 1999, dalla casa editrice Play Press). Le differenze principali con la storia delle Termopili narrata da Miller le fa chiaramente il “What if?” che Leo ha scelto per intrattenere e divertire il suo pubblico di lettori: cosa sarebbe successo se al posto del gobbo, mostruoso Elfiate che tradì gli spartani per vendetta, ci fosse stato il piccolo uomo ratto e scimmia, Rat-Man (qui incarnato da Skrots, figlio del dio Nànos protettore delle stampanti ink-jet)? La battaglia delle Termopili sarebbe finita in una maniera diversa, oppure non si può in ogni caso fuggire ai cattivi auspici delle nuvole che dicono “morte” (anche se a guardare con occhio spartano pare proprio dicano “cavallo”) e per diventare Leggenda è necessario marciare con onore fino alla fine, cenare all’Inferno? La verve comica di Ortolani dà luogo a deliziose scenette che partono non solo da fatti contingenti, come l’arrivo degli ambasciatori di Serse accolti da Skrotos con patatine e chinotto sotto-marca, ma anche dai racconti sulla vita quotidiana a Sparta, come l’abitudine dei parenti di regalare ai bimbi, per il loro compleanno, dei sassi (ma non il nonno, il nonno è un vero duro, lui nel frattempo prova i lanci ad effetto dalla rupe). Oltre alle parodie ritroviamo anche elementi di continuità con il fumetto di Miller e con l’omonimo film di Zack Snyder (con la gloriosa interpretazione di Gerard Butler, l’indimenticabile Leonida di “Questa! È! Sparta!” e degli addominali che ci han fatto diventare tutte spartane pure se a scuola tifavamo gli ateniesi ché sembravano vivere più comodi e civili), come l’esercito degli Immortali, le scene del giovanissimo Leonida contro il Lupo e le ultime emozionanti scene in cui nessuno resta indietro, neppure se ha le gambette corte e gli piacciono i conigli.



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