Adelante!

Adelante!

L’Italia in tricolore con un fagotto da vagabondo appoggiato alla Sardegna annuncia che è finalmente la volta buona per le partenze intelligenti… Il volto sorridente di Pino Daniele, dipinto come una maschera di Pulcinella, è sottotitolato con “Napule è e continua a essere”… Per riuscire a vedere le dimissioni di Lupi, ministro delle Infrastrutture, bisogna alzare gli occhi al cielo e osservare l’eclissi di “sòle”… La statua della libertà con una pistola al posto della fiamma annuncia “Armi USA (e getta)”…Un Diego stilizzato con la maglia numero dieci che ha al posto della testa un pallone da calcio, diventa nonostante tutto un “Vivo Amando Maradona”… Beppe Grillo contro Veronesi: le “truppe mammellate”, l’accusa di essere “fuori di seno”, la certezza che secondo lo “screening di una figuraccia” è sempre meglio “prevenire” che “insultare”… Nel bilancio di fine duemilaquindici si viaggia “di (d)anno in (d)anno”… I terroristi che hanno colpito “Charlie Hebdo” saranno seppelliti da una risata… Le dimissioni del sindaco Ignazio Marino diventano “Dimission possible”... Renzi vestito come Pierino e una procace insegnante vicino alla lavagna su cui è scritto “la bona scuola”… A Salvini, “leader tecnoillogico” non funziona più il tablet dopo che la memoria “ROM” è stata resettata…

Per prima cosa preme sottolineare la bella “premessa (anzi promessa)” dell’autore che invoglia all’acquisto: Marco Gaucho Filippi si occuperà personalmente affinché parte del ricavato dalle vendite degli e-book sia realmente destinato a comprare giochi e libri per la ludoteca L’Albero delle storie di Scampia, a Napoli. Le centoquindici vignette, scelte tra quelle pubblicate sul blog “Riso Avaro” nel portale Espresso.it, sono disposte in ordine alfabetico secondo un titolo che aiuta a collegarle agli eventi a cui si riferiscono. In questa raccolta Marco Gaucho Filippi compone e scompone le parole per raccontare con irriverenza il mondo contemporaneo e strappare al lettore un sorriso amaro o meglio avaro, perché non regala gioia e spesso è ottenuto con il semplice, geniale cambio di una lettera nelle didascalie. L’ironia tagliente e intelligente, la satira politica caustica ma sempre elegante sono usate come da un chirurgo per ritagliare e evidenziare con il paradosso i limiti, le contraddizioni della nostra Italia, toccandone ogni aspetto senza alcuna pietà: dalla politica alla cultura, dai fatti di attualità estera a quelli del nostro Paese. Filippi realizza disegni minimali che ricordano le forme espressive di un bambino alle prime armi con le figure umane; tratti primitivi che hanno la funzione di non distrarre dal contenuto, mai banale, che spinge a ri-pensare in maniera critica la realtà.



 

 

 

 
 
 
 

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