Blue Fighter

Blue Fighter

Reggae parcheggia la moto, sfila il casco e tira via l’ultimo sorso dalla bottiglia di whisky prima di lanciarla nella spazzatura. La folla si accalca in attesa di vedere l’incontro di boxe e il chiosco vende birre a non finire. Sul ring le grida sono frastornanti, ma che importa? Reggae è troppo sbronzo per curarsene. Lo scontro comincia, i primi colpi che sferra entrano in collisione con uno dei paletti angolari, l’avversario lo schiva perplesso, la puzza d’alcol che emana è forte e raggiunge anche l’arbitro. Reggae ha trentadue incontri alle spalle: venti sconfitte e dodici vittorie, non un campione per la categoria dei pesi leggeri giapponesi, ma il pubblico lo ama, con lui lo spettacolo è garantito. Dopo un clinch riesce a colpire l’avversario e mandarlo al tappeto, i round successivi servono solo a ingannare l’attesa e tenere vivo l’interesse del pubblico. Stordito dall’alcol Reggae potrebbe crollare KO, una sconfitta tra le tante, eppure l’impazienza dello sfidante gli regala l’occasione di un colpo decisivo, anche se ne riceve uno altrettanto forte. I due pugili finiscono al tappeto, l’arbitro comincia il conteggio, il pubblico strepita. Reggae giace inerme nello spogliatoio, sonnecchia ignaro di ciò che gli accade intorno, persino del fatto che all’incontro era presente Dreddy D’Angelo, ex campione mondiale di pesi mediomassimi, allenatore e promoter che ora è interessato proprio a lui…

Blue Fighter nasce dalla fusione di due talenti del panorama fumettistico internazionale. La sceneggiatura è di Caribu Marley, pseudonimo di Garon Tsuchya nato a Tokyo nel 1947 e mancato nel 2018, sceneggiatore famosissimo, autore di Old Boy, opera serializzata dal 1996 al 1998 e a cui è ispirato il film di Park Chan-wook del 2003, reso ancor più celebre dal remake hollywoodiano di Spike Lee del 2013. I disegni sono stati realizzati dal mangaka Jiro Taniguchi, nato a Tottori nel 1947 e scomparso nel 2017, che oltre all’influenza del fumetto giapponese ha subito quella del fumetto europeo che ha ammirato e studiato a lungo per dare al proprio stile un taglio originale, tanto da attirare l’attenzione del celebre Moebius con cui ha in seguito collaborato. Molti suoi lavori sono stati tradotti e pubblicati in Italia e l’elemento comune, che si trova anche in Blue Fighter, è la capacità di portare alla luce gli aspetti emozionali più profondi dei suoi personaggi. L’animo umano, ambiguità e debolezze, mostrati al lettore con estrema chiarezza. Reggae è un uomo straordinario, la sua ascesa appare come una fiammata che brucia repentina, ma lui sembra lasciarsi trascinare dalle scelte altrui, strumento di uomini corrotti e senza scrupoli per ottenere guadagni e fama a spese del suo corpo e della sua smania per il ring. Uno sguardo cinico sul mondo del pugilato, spesso crudele e avido anche al di fuori della clandestinità.



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