Dead Space Salvage

Dead Space Salvage
Luna del cacciatore, Becconero e Tramonto: tre caravelle ipertecnologiche che esplorano lo spazio, tre astronavi “gazze” addette alla ricerca e al saccheggio, guidate da reietti dell'esercito terrestre a capo di un team di ossi duri. Gente che non si spezza, ma neanche si piega. La stoffa dei vari equipaggi, però, è messa a durissima prova dall'incontro sorprendente con la USG Ishimura, una planet cracker (cosmonave adibita alla distruzione di mondi al solo scopo di ricavarne materiale minerario commerciabile) apparentemente abbandonata. Saliti a bordo con lo scopo di depredarla, le ciurme spaziali scoprono frammenti de “il marchio”, antico manufatto dal grande valore a cui la chiesa di Unitology è strenuamente devota. Il bottino si impreziosisce, la posta in gioco aumenta e i rischi divengono incalcolabili quando il Governo terreste, nell'enigmatica autorità di David Chang, sottosegretario alla difesa, arriva a reclamare il ritrovamento. Entrambe le fazioni, però, dovranno fare i conti con gli effetti collaterali provocati dalla reliquia religiosa che ha tramutato lo staff della cracker in un esercito di necromorfi, cadaveri mostruosamente affamati...
Graphic novel di qualità, ma soprattutto componente importante di una strategia di marketing che dalle ceneri (incandescenti!) del successo del videogioco Dead Space di Visceral Games (branca di Electronic Arts) vuole traghettare i fan negli scenari del sequel, Salvage riesce solo in parte nei suoi intenti. La vicenda collaterale, che riproduce i meccanismi della storyline principale del gioco (cosmonauti braccati da aberrazioni) ma si concentra su altri personaggi, è ben scritta e strutturata da un Antony Jhonson in forma, ma non in stato di grazia. Inversamente, gli artwork di Christopher Shy sono stilisticamente quanto di più adatto per riprodurre un universo interattivo ingabbiato nella bidimensionalità delle pagine. Il fotorealismo è suggestivo e ben contestualizzato anche se va a discapito della dinamicità dell'azione: le belle immagini soffrono un po' di staticità. Salvage, inoltre, è un'opera pensata per chi sa già di cosa si sta parlando: i neofiti del Dead Space universe saranno inevitabilmente disorientati e dovranno per forza ricorrere alle enciclopedie online o, incuriositi, spenderanno più di qualche euro per informarsi giocando. Così, joypad alla mano, colmeranno le lacune narrative. Da un certo punto di vista, perciò, Salvage è più riuscito come strumento di marketing a doppio canale (soddisfa gli aficionados e potrebbe persuadere i novellini) che come opera fumettistica. Questo, però, per cercare il pelo nell'uovo: nonostante i difetti le illustrazioni sono ottime e la vicenda si lascia godere. Per più di qualcuno potrebbe bastare.

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