Django unchained

Django unchained


Mancano ancora due anni alla Guerra Civile Americana e la pratica della vendita di schiavi negli stati del sud è al suo apice. Il cacciatore di taglie tedesco King Schultz è in cerca dei fratelli Brittle, banda di criminali che si nasconde proprio tra le fila degli schiavisti. Quello che gli serve è un “negro” proveniente dalla piantagione Carrucan che sia in grado di identificarli; sarà questo il motivo che farà incrociare la strada di Schultz con quella dello schiavo Django. Dopo una rocambolesca trattativa di vendita notturna nel cuore del Texas, i due stringono un patto: Django riconoscerà i Brittle ed in cambio Schultz gli concederà la libertà. Dopo aver trucidato le prede le strade dei due sembrano non volersi dividere così in fretta. Django diventerà l'allievo del giustiziere tedesco, aiutandolo nella sua caccia di banditi per tutto l'inverno. Ma prima di separarsi ci sarà ancora un'ultima impresa da compiere: andare nel Mississippi per liberare Broomhilda - moglie di Django - dalla piantagione Candyland, comandata dal diavolo in persona, che fuori dall'inferno risponde al nome di Calvin Candie...
“Quando scrivo sceneggiature epiche come questa c'è un mucchio di roba che non finisce nel film per fottute ragioni di spazio”: con questa premessa Quentin Tarantino ci presenta quest'edizione DC Comics/Bompiani scritta a quattro mani con lo sceneggiatore Reginald Hudlin. Django unchained non è una trasposizione a fumetti del celebre film, ma è un vera e propria director's cut con tanto di nuovi dialoghi e situazioni alternative. Tarantino ci racconta nuovamente la storia del pistolero nero più veloce del sud, approfondendone maggiormente le origini, soffermandosi in maniera più cruda e dettagliata sul suo passato da schiavo e sulla separazione forzata dall'amata Broomhilda. Esattamente come nella pellicola, il personaggio di Calvin Candie rasenta la perfezione. Qui ne scopriamo una vena ancora più malvagia e sadica, in una parola più tarantiniana. Per una volta è il cinema ad ispirare la graphic novel, e se c'è Quentin Tarantino di mezzo non si può non parlare di un capolavoro, da considerare a tutti gli effetti complementare all'opera filmica da cui trae origine.

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