Eleanor e l’airone ‒ Prendere il volo

Eleanor e l’airone ‒ Prendere il volo
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Un furto inverosimile mette in crisi il celebre Musée des couleurs étonnantes di Parigi: uno dei voluminosi capolavori in esposizione della celebre pittrice Anastasia Rüe è scomparso senza lasciare traccia. Il suo ladro deve aver organizzato il colpo così dettagliatamente da risultare invisibile agli occhi elettronici delle modernissime misure di sicurezza predisposte. Il segaligno Ispettore Belanger, accompagnato dal fedele gatto grigio Cheswick, viene chiamato ad indagare. Sul luogo del terribile misfatto viene ritrovata solo una piuma, forse un indizio o un messaggio in codice per la polizia. Tutto sembra un inspiegabile mistero: il vetro infrangibile rinforzato del lucernario rotto, la serratura di ultima generazione aperta come il più fragile dei lucchetti, la guardia notturna e le telecamere a circuito chiuso completamente aggirati, il sistema laser all’avanguardia che sembra non aver percepito nulla. L’Ispettore Belanger inizia a dipanare la matassa partendo dall’unica prova presente, quella piuma di cui non sa nulla. In un negozio di animali fa l’incontro con una giovane appassionata di ornitologia, la Signorina Eleanor, che non ha dubbi: si tratta di un pappagallo africano albino. Ma qualcosa non convince il perspicace detective, che si reca allo zoo per scoprire qualcosa in più. Lì una solerte custode gli assicura che quella che in mano è una semplice piuma di airone e che quel tipo di pappagallo non è mai esistito in Africa. Perché la Signorina Eleanor gli ha mentito? E basta questo per renderla la principale indiziata del furto?

Il volume della Saldapress racchiude i cinque numeri della miniserie uscita per AfterShock Comics tra l’aprile e il novembre 2017. John Layman e Sam Kieth si lasciano trasportare in un’epoca che si divide tra un “oggi” difficile da inquadrare a livello temporale e uno “ieri” che sembra uscito da un cartellone degli anni d'oro della bella époque parigina di Toulose-Lautrec. Abbandonati gli scuri fumetti di supereroi dalle belle ambientazioni dark – occorre ricordare che Kieth ha all’attivo tra le migliori copertine di personaggi iconici come Batman e Wolverine – gli autori qui intraprendono un percorso narrativo e un genere fumettistico a loro lontani, ma comunque congeniali. In questa impresa si sono fatti aiutare da una squadra di spicco che prevede nomi come Ronda Pattison, colorista canadese dalle grandi qualità. La storia potrebbe essere inquadrata come un giallo sentimentale a tratti surreale, in cui l’elemento fantastico prende un po’ troppo il sopravvento su quello reale. A livello grafico, molto belle alcune tavole di Kieth, ma a volte il disegno risulta quasi sgranato (effetto forse da imputare alla versione italiana), non del tutto finito. Il lettering su sfondo nero di uno dei personaggi cattivi, il signor Ives, non sembra adeguato al resto, così come quello scelto per alcuni cartelli o tabelloni stradali. Apprezzabile invece la scelta di includere le diverse varianti della copertina. Tra le cover merita una menzione particolare quella di Elizabeth Toque, che racchiude più di altre lo spirito romantico della vicenda narrata.



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