Gli Eterni

Gli Eterni

Mark Curry, giovane medico tirocinante al Pronto Soccorso, sta passando un periodo difficile. I turni di lavoro in ospedale sono durissimi, la fidanzata l’ha appena lasciato, fioccano le multe e le bollette non pagate. Ma la cosa che più gli crea un profondo senso di inquietudine, stranamente, è il fatto di essere perseguitato da uno strano individuo, un colosso biondo tutto muscoli che dice di conoscerlo e sostiene che il suo vero nome non sarebbe Mark Curry, ma Makarri e che in realtà il giovane medico è un essere vecchio di millenni, una sorta di semidio. Il tipo biondo, che dice di chiamarsi Ike Harris, rimane coinvolto in una misteriosa esplosione, e mentre – ricoverato nell’ospedale dove lavora Mark – guarisce in modo incredibilmente veloce da ferite che sarebbero mortali per chiunque, racconta a Curry una strana storia: la Terra è stata visitata milioni di anni fa da una razza di dei spaziali, i Celestiali, che hanno manipolato il DNA degli ominidi per creare una elìte di ‘unità umanoidi di riparazione e mantenimento’, gli Eterni (tra i quali loro due) e una massa di Devianti dal corredo genetico instabile, tutti mostruosi e diversi uno dall’altro. Nei millenni successivi questi ultimi hanno preso il controllo della Terra schiavizzando gli umani, ma i Celestiali, tornati in tutta fretta sulla Terra, li hanno quasi sterminati e ricacciati nelle profondità dell’oceano. Quello che né Ikaris (il vero nome di Ike Harris) né Makarri ricordano è che un Celestiale allora si ribellò a questo massacro e fu imprigionato dai suoi simili nel sottosuolo di San Francisco. Ora i Devianti – che lo adorano come un Messia - tramano per risvegliarlo, e mentre infuria la Guerra Civile tra i supereroi, gli Eterni che dovrebbero impedire il ritorno del Celestiale sono tutti apparentemente in preda a un’amnesia, umani tra gli umani, mortali tra i mortali...
alt Makarri è un timido ‘dottorino’ alle prime armi, Sersi una vacua organizzatrice di party, Thena progetta armi per la Stark Industries, Druig è un ambizioso burocrate di una oscura repubblica ex-sovietaica, Zuras un homeless ubriacone, Sprite il protagonista di un seguitissimo show televisivo per adolescenti: perché gli Eterni, a trent’anni di distanza dall’ultima visita dei Celestiali, non hanno più memoria di loro stessi e sembrano essere diventati mortali? Sono vittime di un complotto, magari orchestrato da un traditore, uno che ha covato per decine di migliaia di anni un rancore crescente? E come riusciranno a impedire il risveglio del Celestiale sognante? Ce lo racconta Neil Gaiman, che torna alla Marvel - che non frequentava dai tempi di 1602 – con una storia che è un mirabile mix tra la science-fiction archeologica della prima, storica serie de Gli Eterni e le atmosfere malinconiche di romanzi come American Gods o I ragazzi di Anansi. “Io non sono Jack Kirby. E nemmeno ci provo, a esserlo. Ho solo preso l’universo che lui ha creato, i personaggi che lui ha creato, le idee che ha creato e ho smontato tutto. Poi ho mescolato i pezzi caduti a terra e li ho rimessi tutti insieme in un modo diverso”, ha dichiarato Gaiman in una recente intervista. E infatti – con una umiltà estrema, contraddicendo il luogo comune che vede i grandi autori ‘esterni’ poco attenti alla coerenza narrativa e riottosi alla ‘dittatura’ della continuity – il creatore di Sandman tappa buchi logici ereditati da Kirby, approfondisce, lima, spiega: intelligent design, aneliti religiosi, eugenetica, lotte politiche e una struggente sete di mortalità (non vi diciamo di chi) che costituisce il cuore della trama, la trovata narrativa più efficace ed emozionante. Gaiman immerge la storia nell’attualità della Casa delle Idee (siamo in piena Guerra Civile e i supereroi, costretti dal Registraction Act voluto dall’opinione pubblica e dal Governo devono decidere se rivelare la propria identità segreta e i propri poteri alle autorità, come vuole la fazione guidata da Iron Man, oppure ribellarsi, come sta facendo Capitan America alla testa di un manipolo di eroi ‘indipendentisti’) e firma alcune memorabili sequenze, delle quali almeno una del tutto innovativa nel panorama Marvel. Solo un autore della sua forza e del suo prestigio infatti poteva regalarci il duetto da brividi tra Zuras e Sprite in treno nel macabro finale della miniserie, e lo ringraziamo per questo. Le matite di John Romita jr. tentano - con successo - di coniugare il suo tratto tradizionalmente pulito con la grandeur cinematica delle tavole di Kirby, e di assecondare l'atmosfera escatologica del plot. Una miniserie come dire? uh, esaltante.

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