Holmes (1854-1891?)

Holmes (1854-1891?)
E così anche il nostro amato e fidato Sherlock Holmes sembra averci lasciato per sempre, incontrando la morte il 9 maggio 1891 presso le cascate di Reichenbach, impegnato in duello all’ultimo sangue con l’acerrimo nemico Moriarty. Al povero John Hamish Watson - come di consuetudine - non resta che riportare la tragica cronaca degli eventi che ha coinvolto l’amico e compagno Holmes. Eppure, a pochi giorni di distanza dal duello, inspiegabilmente l’appartamento al 211/b di Baker Street viene saccheggiato da una squadra di rapinatori assoldata da Mycroft Holmes, impegnato a distruggere tutti i documenti esistenti sulla vita del fratello, per scacciare una terribile ombra che rischia di oscurare la figura di Sherlock. Mycroft ritiene infatti che il fratello si sia abbandonato sempre più all’uso della cocaina negli ultimi anni e che i fatti di Reichenbach non siano che un espediente per inscenare un suicidio simulato. Così per Watson, urtato dalla tesi di Mycroft e accompagnato dall’aiutante Wiggins, non resta che tentare di fare luce sulla faccenda…
Partendo dagli episodi originali contenuti nelle avventure di Sherlock Holmes che portano la firma del celebre Arthur Conan Doyle, questo Holmes (1854-1891?) propone una personale - quanto improbabile - rielaborazione dei fatti riguardanti la presunta morte del detective inglese presso le cascate di Reichenbach - episodio risalente ad un racconto del 1893, "L'ultima avventura", in cui Doyle tentò di liberarsi per sempre dell’ingombrate presenza di Sherlock. La narrazione proposta dal duo Cecil e Luc Brunschwig - il primo si è occupato dei disegni e dei colori, il secondo dei testi - seppur tenta in modo lodevole di ridare corpo e materia all’ultracentenario Holmes - e lo fa dirottando la forma del racconto narrativo all’interno dell’universo fumettistico - l’insieme manca tuttavia di quello spessore unico e ineguagliabile con cui Doyle riusciva a ritrarre i suoi personaggi. E se il disegno - con i suoi toni cupi, neri e profondi - rievoca perfettamente quelle atmosfere londinesi di fine Ottocento che sono un misto di nebbie e inquinamento industriale, a non convincere è la trama proposta che, con la volontà di introdurre elementi innovativi nel rodato palinsesto sherlockiano, finisce per storpiare i fatti senza dare una nuova e riuscita svolta agli eventi.

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