Horizon ‒ Rappresaglia

Horizon ‒ Rappresaglia

Zhia Malen è appena arrivata sulla Terra dopo aver subito sul suo pianeta, Valius, la modifica neurale che le consente di comprendere e parlare il linguaggio terrestre. La sua missione è importante per la sua patria e la sua specie: deve impedire che i terrestri colonizzino il loro pianeta e lo rendano invivibile come già hanno fatto con la Terra. A Chicago il comandante Zhia è attesa da altri valiani: da Madame Coza, dall’agente Devix e da Finn, che però sembra avere un problema. Sul monitor della geolocalizzazione il suo segnale di login è rosso, non verde come dovrebbe. Questo può significare solo una cosa, Finn è in pericolo, forse prigioniero di quei terrestri ostili che vogliono spazzare via i valiani dal pianeta per sempre. Spazzarli via per poi invadere Valius senza troppi intoppi. La ricerca di Finn non è semplice, i nemici si nascondono ovunque e si difendono con armi e droni. Nascondono le tracce, ingannano: hanno estratto il segnalatore di Finn che ora giace in una capanna abbandonata dell’Iowa. Ma Zhia, Sherry e le altre non vogliono arrendersi al fatto che Finn sia scomparso, o peggio. Devono arrivare dal loro soldato e vendicarsi di tutto ciò che i terrestri hanno fatto. Degli esperimenti e delle torture sugli abitanti di Valius…

Saldapress porta in Italia i titoli dell’etichetta editoriale Skybound, curata dall’autore di The Walking Dead, Robert Kirkman. Il primo numero del seriale fantascientifico Horizon, che introduce una guerriglia in atto fra gli abitanti del pianeta Terra e i mutaforma di Valius però non convince nel plot, nella narrazione e nello stile di disegno. I testi di Brandon Thomas lungi dall’essere originali, riprendono i dialoghi di un qualsiasi film d’azione o di guerra salvo l’originale quanto confusa nota del traduttore valiano-terrestre che viene rappresentato a livello grafico con balloon quadrati o tondi. I disegni di Juan Gedeon e i colori di Frank Martin sono abbastanza grossolani, con spesse linee più vicine al disegno vettoriale che a quello artistico o fumettistico propriamente detti. La dinamica e il movimento di mezzi e corpi sono rese (orrore!) con un tratto sfumato che dà l’idea di una storia scritta e disegnata con troppa fretta e poca cura. Sul lato del character design, gli alieni spesso si confondono fra loro non solo per somiglianza fisica (come accade fra il comandante Zhia e Sherry) ma soprattutto per un approfondimento psicologico totalmente assente, anche sul lato dei dialoghi che spesso risultano confusi costringendo il lettore a tornare indietro per accertarsi di aver capito chi stia parlando, e a chi lo stia dicendo. Sci-fi non brillante e poco coinvolgente, che non invoglia troppo a proseguire con il secondo volume.



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