Indignados! Suggerimenti per una ri(e)voluzione

Indignados! Suggerimenti per una ri(e)voluzione
Era il 15 maggio 2011 quando, grazie ad un tam tam di messaggi su facebook, twitter, sms, migliaia di persone si diedero appuntamento per marciare da plaza de Cibeles a Puerta del Sol. Alla fine della manifestazione, dopo una assemblea, alcune persone bloccarono il viale della Gran Via organizzando un pacifico sit-in in via Callao. La polizia reagì caricando i manifestanti. Per protestare contro la repressione un centinaio di persone iniziarono a campeggiare a Puerta del Sol. Il 16 maggio centinaia e centinaia di altre persone si unirono a quelle prime cento decidendo di rimanere in piazza almeno fino alle elezioni amministrative del 22 maggio. Con il passare dei giorni l'accampata divenne una vera e propria città animata da dibattiti, assemblee, musica. In piazza giovani, anziani, migranti, famiglie. Tutti insieme a scandire lo slogan “Democrazia reale ora”. I venti delle rivoluzioni arabe erano arrivate anche in Europa: era nato il movimento degli Indignados...
Per analizzare storicamente il movimento spagnolo (ed Europeo) 15-m, altrimenti detto degli Indignados, probabilmente è ancora presto. Un po' per ragioni temporali e un po' perché – speriamo – quel movimento nato il 15 maggio del 2011 non ha ancora esaurito tutto quello che aveva da dire. E infatti questo volume non si propone di storicizzare il movimento ma di offrire al lettore un racconto in prima persona fatto da chi in quei giorni, in quelle ore, era in piazza insieme ad altre centinaia e centinaia di persone. Il libro alterna racconti a fumetti ad articoli veri e propri, resoconti di quei giorni o veri e propri pezzi dal taglio giornalistico su cosa ha voluto significare quel movimento. Gli stili, fumettistici e non, che compongono il volume sono tanti ed eterogenei. Ognuno degli autori ha voluto raccontare il proprio personale giorno da Indignados. Il vero filo conduttore è la vivacità e la freschezza dei racconti, alcuni dei quali sembrano essere stati scritti ad ore di distanza da quegli aventi. A volte la tensione e il trasporto emotivo si trasforma in slogan ancora tutto da riempire. Ma è vero che questi documenti di parole e disegni mantengono intatta la fragile forza dell'utopia che, grazie a questo movimento, è oggi un po' meno lontana.

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