John Doe ‒ Vol. 3

John Doe ‒ Vol. 3

John Doe, ex direttore generale della Trapassati Inc., è ancora in fuga dopo aver sottratto a Morte la Falce dell’Olocausto. Nascondersi agli occhi della donna con la Falce e dei suoi soci è sempre più difficile, ma qualcuno interno all’azienda ancora lo aiuta: Tempo ha un debole per lui ed è l’unica che sa il luogo in cui il fuggitivo si sta dirigendo. Nevada, Groom Lake. Il luogo del suo primo incarico importante, la sua prima strage. Alla Trapassati Inc. si comincia a sentire l’assenza di un direttore sveglio e in gamba, così a Morte e ai suoi soci non sembra vero trovare una giovane donna alla guida della Ford Mustang di Doe. Riuscire a rubare quell’auto non è questione da poco, qualche capacità Autumn deve pur averla, così i vertici aziendali le propongono l’incarico, che lei accetta più per noia che per vocazione. Non è sua intenzione consegnare l’ex direttore ai suoi nuovi capi, così John Doe può continuare la sua fuga, destinazione Las Vegas, a incontrare uno degli uomini che stima di più al mondo, il comico Lester Brown. Il Re del Mondo, con un piccolo segreto che fatica a confessare anche a se stesso, un’ancestrale paura che rivela il suo lato troppo umano e che potrebbe diventare un problema non solo per se stesso, ma anche per chi si mette contro Morte e i suoi soci. Come ha fatto un comico di successo a finire alle dirette dipendenze di Guerra, cosa potrebbe mai avere in comune l’uomo col ghigno sempre stampato in faccia con un gerarca che non toglie mai la sua mimetica e gli anfibi?

BAO Publishing continua la ripubblicazione in grandi volumi brossurati a filo del fumetto seriale ideato nel 2002 da Lorenzo Bartoli e Roberto Recchioni. Nel terzo volume sono presenti gli albi dal 9 al 12, che presentano una certa continuità fra loro per l’avvento nella linea narrativa di un nuovo interessante personaggio: Autumn. La giovane e scaltra donna è il punto di unione fra le quattro storie presenti, che si rivelano come sempre una fucina creativa per disegnatori, abili a dare un’impronta originale a ogni episodio. Fra i quattro disegnatori spicca il tratto realistico di Alessio Fortunato, talentuoso artista dell’albo n. 10, Il re del mondo. La caratteristica che rende John Doe un fumetto di piacevole lettura anche dopo quindici anni dalla sua apparizione nelle edicole italiane è la sua vocazione fantastica, che ricorda in parte il romanzo Buona Apocalisse a tutti!, che ha suggellato la collaborazione fra due giganti del genere come Terry Pratchett e Neil Gaiman, per la personificazione e la modernizzazione di entità metafisiche come Morte e i Quattro Cavalieri dell’Apocalisse. Rispetto ad altri personaggi seriali, primo fra tutti il celebre Dylan Dog, si legge fra le righe e le tavole una maggior volontà di sperimentare, sia dal punto di vista narrativo che artistico. Gli episodi non hanno infatti un genere prestabilito e si passa dall’horror con zombie e squartamenti alla stand up comedy, senza che il mix risulti stucchevole o incongruente. Le sceneggiature minimaliste e con battute brevi, che sono lo stilema di Roberto Recchioni, si avvicendano al carattere più romanzesco di Lorenzo Bartoli, che sceglie di scandagliare nel profondo i personaggi a scapito dell’azione: una ricetta che combina dolce e salato, nostalgia e fato, lasciando un gusto originale al palato del lettore.



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