Jorge Sànchez & Dragòn Li 1

Jorge Sànchez & Dragòn Li 1

27 maggio 1960. Cile. Sono passati appena cinque giorni dal più grande sisma mai registrato, il Terremoto di Valdivia. Magnitudo 9,5. Più che un battito d’ali di farfalla, la causa sembra essere la digestione di un drago, nella fattispecie il lisergico Draco Ubumbratio, la cui pelle ha lo stesso effetto allucinogeno del rospo Bufo bufo messicano (ma amplificato) . Con certi numeri, è normale che il cartello del narcotraffico sia interessato a scoprire dove il mitologico esemplare si nasconda: per questo i signori della droga si trasformano in cacciatori di draghi. L’unica informazione in possesso dei due scagnozzi dei Narcos, Braulio e Augusto, è che il professor Jeorge Sànchez, che probabilmente custodisce le ultime quattro uova di drago, è nascosto da qualche parte nell’aridissima città di Arica, 7 millimetri di piogge l’anno. Il luogo perfetto per una creatura sputa-fuoco. Così i due, lasciando nel loro percorso alla ricerca del professore e del drago una scia di teste spappolate, viaggi lisergici e amabili versi dei più famosi poeti sudamericani (Augusto li conosce a memoria, gli piace recitarli mentre spara), finalmente arrivano all’attività di sfasciacarrozze in cui abita Jeorge Sànchez, ma ancora non hanno fatto i conti con la temibile arte marziale Kollellaullin e con Dragòn Li, 51° drago della sua stirpe…

It Comics è una nuova etichetta indipendente e Jorge Sànchez & Dragòn Li uno dei primi albi pubblicati. Il primo numero di questa avventura scritta e sceneggiata da Davide Barzi ‒ che mescola fantasy, crime, arti marziali e il delizioso stile di disegno disneyano di Luca Usai (che però non si risparmia sullo splatter e sullo psichedelico a ogni “leccata di drago”) ‒ ci porta nel cuore del Cile, attraverso sfondi paesaggistici che vanno dalle macerie post-sisma di Cañete fino all’ Isola Livingston nell’Antartide cilena, per poi fermarsi ad Arica, alla ricerca di un drago nero con ambite proprietà lisergiche. Le ventidue pagine che dipanano la storia scorrono rapide sotto gli occhi del lettore, anche grazie ai cambi di colore fra il grigio fumo dell’inizio, il pop-fantastico dei viaggi lisergici di Augusto, il giallo oro di Arica e la notte buia dell’area demolizioni, illuminata dal fuoco di Dragòn Li e qualche sigaretta accesa. Il focus narrativo è sui due criminali, lo smilzo e il gigante, Braulio e Augusto, quest’ultimo caratterizzato da un pauroso contrasto fra il suo grilletto facile e la passione per i delicati versi di Neruda e Gabriela Mistral (ma non solo, è un vero e proprio juke box vivente della poesia sudamericana). Il drago e il professore arrivano sul finale, così non ci resta che aspettare il prossimo numero (probabilmente conclusivo) per capire come potrà un uomo solo, anche se in compagnia di un grosso, temibile drago nero, contrastare il cartello della droga più spietato che esista.



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