Kuro – Collection Box

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Coco ha otto anni e abita sola nella grande villa fin dalla morte dei suoi genitori, avvenuta quattro anni prima. Il suo unico amico è Kuro, un gattino nero come la tenebra che sembra proteggerla dalle creature che infestano la città in cui abita, dei mostri che si annidano nelle zone d’ombra e nei luoghi in cui il sindaco e gli addetti alla sicurezza non siano riusciti a disegnare le linee di protezione, delle strisce dipinte nelle strade più frequentate e costituite dai petali di un particolare fiore bianco che cresce solo nel giardino della villa di Coco, che si occupa di cogliere e consegnare i fiori all’uomo che tutti chiamano il Dottore da quando suo padre, il fioraio della città, non può più farlo. Con il tempo, molti abitanti della città hanno cominciato a credere che il gatto di Coco sia in realtà uno dei mostri che minacciano la città, e che Coco porti sfortuna e sia stato proprio il gatto Kuro la causa della morte dei suoi genitori. Per questo motivo non molti bambini si avvicinano a lei, e Coco trascorre molto tempo a scrivere e inventare storie fantastiche e avventure i cui protagonisti sono proprio lei e il suo gatto Coco, che si trovano di volta in volta coinvolti in mirabolanti fughe dalle pericolose creature assassine da cui riescono a fuggire nei modi più strani, perfino diventando piccoli come gli insetti che vivono nel boschetto che circonda il giardino della villa…

Il cofanetto pubblicato da J-Pop Manga contiene i tre volumi che compongono la storia horror dedicata a Coco e al suo strambo e inquietante gattino. L’aspetto demoniaco di Kuro si intuisce fin dalle prime pagine, in cui apre la bocca mostrando un cerchio che racchiude una sfilza di triangolari e aguzzissimi dentini. La trama del fumetto scritto e disegnato da Somato è originale e mescola elementi horror e metanarrativi, è infatti difficile distinguere quali siano le parti che descrivono il mondo reale e quali invece si riferiscono alle storie che la piccola Coco inventa e trascrive nel suo diario. Proprio questa linea di confine non troppo netta ‒ ma anzi volutamente fumosa e labile ‒ rende il plot intrigante e onirico. Ogni volumetto è suddiviso in capitoli colorati con uno stile acquerellato e brillante, e altri in cui a prevalere è il bianco e nero della china classico. Non ha un principio o una fine, è uno spaccato della strana vita di Coco e Kuro, infatti non si hanno molte informazioni sull’origine delle creature mortifere o su come il mondo abbia subito questa deriva agghiacciante e sia diventato un luogo in cui gli umani devono proteggersi da mostri che non possono uccidere e che hanno il potere di impossessarsi dei cadaveri degli animali e sfruttarli come sicari. Il modo di illustrare questa possessione ha un fascino horror e al tempo stesso letterario, infatti i mostri penetrano negli interstizi delle loro vittime quasi come macchie di colore nero come la tenebra. Una favola nera dai contorni teneri come un piccolo gatto nero, il cui finale lascerà il lettore sospeso a domandarsi quale sia realmente la verità, in quello spazio bianco in cui il sogno si mescola alla verità ed è impossibile distinguere l’uno e l’altra.



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