L’armadio di Satie

L’armadio di Satie

“È una magnifica notte di pioggia. Le lacrime della Vergine del Rosario scendono copiose sui tetti della città”. L’anarchico Pierre Lacombe è insieme alla sua piccola Suzanne quando due agenti della polizia politica piombano nella sua mansarda. L’accusa è grave: rapina a mano armata di un portavalori, in cui è rimasto ucciso l’agente Andrè Arcuel. Pistola alla mano, Pierre tenta la fuga e riesce a sfuggire alla cattura infilandosi in un tombino, giù per le fogne di Parigi. È ferito e debole. Ma non può abbandonarsi alla furia dei dannati ratti, allora raccoglie le ultime forze, percorre il tunnel sotterraneo e sbuca in un quartiere nei pressi di Montmartre, in cui uno strano signore ha appena finito di litigare con la sua vicina di casa. Lei lo chiama “Monsieur le pauvre”, lui di contro le dà della villana e meretrice. Strano uomo, l’insolito buon samaritano che porge la spalla al ferito. Pensa che l’uomo nudo che si è appena materializzato da un tombino sia in verità un dannato, fuggito ai forconi e alle fiamme dell’Inferno. Un’anima persa da salvare, per questo porta subito Pierre nel suo appartamento e fa il possibile per curare quell’ampio buco rosso che ha sul fianco, a ricordargli di essere un criminale e un latitante. Nella stanza dell’uomo spicca un pianoforte: il salvatore si presenta come Erik Satie, mistico e musicista convinto di poter salvare i peccatori con la sua musica: Vexation per 840 volte al giorno…

L’armadio di Satie è una storia che coinvolge per l’abilità dell’autore di mescolare realtà e fantasia, piani temporali e spaziali. Il titolo riprende un delizioso aneddoto storico, che coinvolge il musicista Erik Satie (1866-1925), uomo dal talento fuori dagli schemi e dagli interessi anticonformisti, membro dell’Ordine esoterico dei Rosacroce e innovatore della musica classica, assiduo frequentatore del locale per artisti “Le Chat noir”, visionario antesignano e collezionista di ombrelli e completi in velluto. Il citato armadio è infatti una delle due stanze del piccolo studio in cui l’artista ha abitato fin dal 1887 a Montmartre, il cui accesso era proibito perfino agli amici. Un rifugio segreto in cui conservava con cura centinaia di ombrelli. Nella scrittura e nei disegni di Vilella, Erik Satie ed Erik Satie (non è quindi il Peter Pan di Matthew Barrie l’unico in grado di sdoppiare la propria ombra) incontrano quasi per caso l’anarchico-insurrezionalista Pierre Lacombe, personaggio di fantasia che da Satie viene però scambiato per Leo Ferré, autore appassionato della canzone Gli anarchici (1969). Il patto narrativo che il lettore stringe con Vilella è non curarsi della cronistoria, fidarsi dei piani temporali sfasati che l’autore architetta per il suo mystery. Le vignette ci portano in una Parigi degli anni Cinquanta, eppure trasudano particolari bohémien quando la camera è puntata sull’appartamento fitto di oggetti, spartiti e ricordi di Satie. La costruzione narrativa è originale, incentrata su diversi piani spaziali: il commissariato da cui Piquet e i suoi uomini indagano sul latitante Lacombe, la decadente villa nei sobborghi di Coulancourt in cui Suzanne Doisneau, amante dell’anarchico, abita con la sorella tetraplegica, e infine l’armadio di Satie, che pur essendo il luogo più angusto di tutti è quello più interessante, in cui si concentra il cuore del libro. I luoghi affascinano, caratterizzano le figure che vi si muovono, ammaliano, accompagnano. Per ogni inquadratura dei personaggi frontale o di profilo, troppo statica e malinconica nelle marcate linee a carboncino irrorate di verderame che caratterizzano lo stile di disegno di Vilella, c’è un’ambientazione che invece vive, respira, dà un animo all’intreccio. Proprio qui risiede la forza della storia, il suo carisma sul lettore: nei luoghi. Fogne, piazze, camere da letto e perfino la Tour Eiffel parlano per i musicisti e per gli anarchici, per gli innamorati e per gli uomini di legge. Su tutto una pioggia che nessuno riesce a fermare, come fosse un’idea o un canto rivoluzionario.



 

 

 
 
 
 

Potrebbero piacerti anche

Il nostro sito utilizza i cookie ACCETTO
Se vuoi saperne di più COOKIE POLICY

I NOSTRI PARTNER