L’elenco telefonico degli accolli

L’elenco telefonico degli accolli

Zerocalcare sa che non basta aver messo come suoneria uno dei propri brani preferiti per cambiare la sensazione di disagio e di angoscia che genera lo squillo periodico dello smartphone; da quando è riuscito a scrollarsi di dosso i lavori saltuari, precari e sottopagati, e “fare i fumetti” è diventata una occupazione a tempo pieno, che si tratti di un messaggio, di una notifica, di una chiamata, è molto probabile che dall’altra parte ci sia qualcuno con proposte di partecipazione ad eventi come il “Festival dell’odore di cane bagnato di Trezzano sull’Adda” - comprensiva di disegno della locandina - presentazione - esecuzione di “disegnetti” per i fan -, o alla “Sagra del sughero” - che “è una cosa sera, ci sono i saluti del sindaco e il patrocinio della Regione”, e pertanto “fa curriculum” -, o di realizzare un manifesto contro lo sgombero di un centro sociale... insomma, un “accollo”. A poco servirà evitare di rispondere: alcuni degli accolli continueranno ad insistere su ogni piattaforma social o mezzo di comunicazione possibile, infilandosi nei varchi aperti nelle fini strategie di elusione (“la convenzione di Montreal che regola i rapporti sociali indica che ogni dieci tentativi di contatto ignorati devi rispondere almeno a uno”) messe in atto. Per sopravvivere e non lasciarsi travolgere dal mix micidiale di scadenze, disperati tour de force e sensi di colpa è necessario stabilire delle priorità, guardandosi sempre dal rischio incombente di nutrire il “lato oscuro”, quello che porta a magnificare il proprio ego, e a dimenticarsi dei compagni di viaggio...

Due anni di post pubblicati sul blog di Zerocalcare, dal marzo 2013 all’aprile 2015, con cadenza più o meno quindicinale, tenuti insieme da un racconto inedito che fa da linea d’unione anticipando alcuni degli scenari e delle tematiche che verranno riprese nel doppio volume di Macerie prime e Macerie prime - sei mesi dopo. L’impostazione è la stessa di Ogni maledetto lunedì su due, ma questa volta il periodo raccontato è quello che ha segnato la trasformazione della passione e del talento di Michele Rech, alias Zerocalcare, in attività a tempo pieno, il suo ingresso impacciato nel mondo della Cultura, dei rapporti con gli editori, della candidatura al Premio Strega del 2015 con il romanzo a fumetti Dimentica il mio nome, dei primi contatti con Valerio Mastandrea e gli sceneggiatori che hanno curato la scrittura della trasposizione cinematografica de La profezia dell’armadillo, il romanzo a fumetti che lo ha reso celebre, in concorso alla 75a Mostra del Cinema di Venezia. Al centro della narrazione c’è l’equilibrio quotidiano e precario del percorrere ogni giornata carichi dei fardelli delle responsabilità e della memoria, del sentire di dover rispondere alle aspettative, cercando di non perdersi, di salvaguardare la propria identità, costellata di cicatrici, sconfitte e vittorie, costantemente alle prese con demoni moderni, districandosi tra haters e “accolli” vari, con il consueto corteo di personaggi dei videogame, delle serie TV e dei cartoni animati degli anni ‘80 che rendono naturale il processo di identificazione per chi fa parte delle generazioni che si sono ritrovate a crescere e a formarsi a cavallo di quegli anni.



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