La fine dell'amore

La fine dell'amore

Lo amava. Forse era un gioco. Vuoi fare l'amore? Sì, sarebbe stato maturo... 53 anni, fai 54, tutti con lei. Mariolina, che ora non c'è più... Lui e lei, verso il nord e con le loro solite parole: sono il meglio di tutto il resto?... La fine dell'amore e cosa c'era prima o si pensava ci fosse... Se tutti tornano a casa ma niente è come prima, anche la gatta... Ossessione, amore incompreso, questione di stile... Parlarsi e non dirsi più niente e così conoscere il silenzio... Citti tutti, ai lov iu: sono un uomo fatto, un matto... Come eravamo, chi siamo nelle rimpatriate... Solitudine, abbandono, follia, tragedia... C'è un futuro? Che ne è di quell'amore, adolescenziale, unico, così grande?... Perdersi, perderlo, non trovarlo eppure continuare a cercarlo... Un serial killer, la morte, l'amore che non c'è...
È uno sguardo sull'amore, quello di Ilaria Bernardini, interpretato e reso ancora più naturale in queste graphic short stories di tredici disegnatori italiani, uno studio di sentimenti, in un parossismo di verità e dolore. La fine dell’amore è espressione grave di sentimenti; sono principalmente repressi o consumati da molti dolori; emozioni interrotte; abusi di fiducia; pensieri malinconici rapidamente mescolati a orribili violenze, che cambiano per sempre la vita. I racconti dell'autrice sono al tempo stesso, illustrazione dopo illustrazione, riflessi di molte realtà contemporanee, a partire da I nodi nei capelli, che dà inizio alla raccolta di fumetti. In uno sconvolgente vivere, nascondere o controllare l'amore, donne, uomini, ma anche piccole donne e ragazzi, si fanno testimoni della fine di ogni bene, dando voce alla morte, ma anche e più di ogni altra cosa a ciò che muore senza morire. Particolarmente rappresentativa, sotto quest’ultimo aspetto, la coppia trasposta in immagini, da cui il titolo a questa edizione, ne La fine dell'amore (illustrata da Chiara Leardini, vincitrice di #lafinedellamorecontest), e fortemente significativa in una delle sue espressioni: «Scelgo te e non dovrei, ogni tanto dovrei scegliere me».

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