La saga di Solomon Kane 1979-1994

Nel 1591, durante una terribile battaglia navale tra i galeoni spagnoli e la flotta inglese al comando di Lord Thomas Howard, il grande amico di Solomon Kane, l’eroe navale Sir Richard Grenville, è morto, colpito da una cannonata. Catturato, Kane è stato torturato dall’Inquisizione, porta ancora sul corpo le cicatrici di quell’orrore. Tanti anni dopo, sta riposando sotto un albero durante un viaggio in Africa. Kane all’improvviso si desta e attonito vede che a toccargli la mano per svegliarlo è stato il fantasma di Grenville. Non è un sogno: il vecchio amico e compagno d’armi è tornato dall’aldilà a quanto pare per avvertirlo che un’orda di selvaggi sta per attaccarlo… Solomon Kane si imbatte in un villaggio africano pieno di scheletri con segni di ferite spaventose e capanne con i tetti lacerati come da enormi artigli. Poco lontano, trova un uomo legato ad un albero con segni di torture crudeli e inumane: il moribondo racconta di essere stato legato da un prete di nome Goru e che creature malvagie con grandi ali lo hanno ridotto così, poi muore tra atroci tormenti. La notte stessa Kane viene attaccato da una creatura alata antropomorfa che cerca di divorarlo, ma egli la uccide con un colpo di pistola. Quali oscure forze sono all’opera in quella regione africana?... Vagando per la foresta africana, Solomon Kane si imbatte nel cadavere di una ragazza con segni di catene sulle braccia, l’impronta del giogo sul collo e brutte ustioni: sono prove evidenti della presenza di schiavisti, nemici giurati del puritano. Dopo qualche ora di cammino, raggiunge il convoglio degli schiavi, più di cento persone in catene scortate da quindici arabi e una settantina di guerrieri neri. Quando vede una ragazza cadere e un arabo che si appresta a torturarla, Kane impazzisce di rabbia e agisce senza pensare, spaccando la testa ad un arabo con una pistolettata. Gli schiavisti gli sono subito addosso e lo spadaccino puritano si getta nella mischia con coraggio leonino, consapevole di essere spacciato, ma determinato a portare con sé all’inferno molti di loro…

Secondo volume Panini dedicato alla saga di Solomon Kane, con storie che vanno stavolta dal 1979 al 1994. Pubblicate tutte su “Savage Sword of Conan” tranne una di “Marvel Preview” e una da “Conan Saga”, sono ordinate seguendo la continuity del personaggio (utilmente riassunta in appendice da Fred Blosser), ma si chiudono con un improbabile team-up con Conan, I neri cavalieri della morte, in cui lo spadaccino puritano – ormai anziano – combatte fianco a fianco con il cimmero grazie ad un varco spazio-temporale contro i membri di una setta occulta che arriva addirittura da Atlantide. La qualità grafica e letteraria è molto altalenante: si va dalla pessima I passi nel mausoleo, scritta maldestramente da Don Glut e peggio ancora disegnata da Will Meugniot e Steve Gan, alla stupenda L’unica macchia nera, con la poesia originale di Robert E. Howard illustrata da un sublime David Wenzel. Chiudono il volume – di grande formato e ben rilegato – una serie di splash-page dedicate a Solomon Kane da vari disegnatori e una storia editoriale del personaggio firmata da Glenn Lord, storico curatore delle opere di Howard e suo amico personale.



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