La sera di Esopo

La sera di Esopo
La vipera lotta strenuamente contro la biscia per il possesso di una fonte d’acqua, mentre le rane la incitano a gran voce. Conquistata la sorgente, la vipera rinfaccia alle rane il loro scarso aiuto, poiché è stata unicamente sua la fatica della lotta! Chiosa Esopo: “Poco giova l’aiuto a parole quando occorrono i fatti!”. Un cane insegue audacemente un leone, che però, stanco di questa ridicola fuga, si volta e ruggisce possentemente, scoraggiando definitivamente il suo inseguitore! Chiosa Esopo: “Certi insolenti, che denigrano chi è superiore a loro, spesso non hanno poi il coraggio di affrontare un vero scontro”. Una donnola si spaccia per un medico presso le galline di un pollaio offrendo il suo aiuto, ma le galline rispondono che staranno benissimo, purché la donnola stia loro alla larga! Chiosa Esopo: “Gli uomini prudenti sanno riconoscere i malvagi anche quando questi ostentano le migliori intenzioni”…
Si chiude la trilogia iniziata con La mattina di Esopo e Il pomeriggio di Esopo di Carmelo Calderone, disegnatore napoletano che proprio con la 001 Edizioni ha esordito nel 2010 col volume Fondo di Magazzino. Leggere oggi l’adattamento a fumetti delle vecchie favole di Esopo procura un insolito ritorno al passato, alle prime storie che si leggono o si apprendono durante l’infanzia, ed è sorprendente, quindi, riscoprire la freschezza e la durevolezza che ancora portano in sé.
Calderone, come ben descritto nell’introduzione, in questo terzo capitolo si rivolge ad un pubblico un po’ più maturo, richiede un livello di attenzione leggermente maggiore, per una interpretazione più profonda della morale delle favole di Esopo che raccontano caratteri e sfumature della vita meno palesi ed evidenti. Il pregio di tutte le storie, che si legano l’una all’altra e si svolgono nell’arco di una intera giornata, oltre che nel contenuto, sta proprio nel mestiere di Calderone di narrare con semplicità: il tratto pulito, l’espressività degli animali e l’essenzialità raggiunta fanno di questo volume un “libro d’altri tempi”, i tempi in cui imparavamo a leggere e a conoscere il gusto della lettura.

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