La spiaggia di notte

La spiaggia di notte
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“La lingua taglio/ senza uno sbaglio/ i nomi prendo/ solo dicendo/ cantiamo in coro/ questo è un tesoro/ vivo d’affetto/ e di diletto/ ti pungo il cuore/ finché non muore”. Mati è una bimba di cinque anni molto loquace. Passa il suo tempo libero con Celina, la sua bambola di pezza, la tratta come fosse sua figlia: se ne prende cura, le parla, le confida ogni suo pensiero e la tiene sempre stretta al suo petto, proprio come farebbe una mamma attenta e premurosa. Il papà di Mati raggiunge la sua famiglia al mare e porta in dono alla piccola un micio bianco e nero di nome Minù. Mati, eccitata dalla novità, dedica tutte le sue attenzioni a Minù, dimenticando Celina sulla sabbia al momento di tornare a casa. È così che la bambola si sentirà triste e abbandonata e dovrà fare i conti con la notte oscura, con il Bagnino Crudele del Tramonto, con il suo rastrello dai denti lucenti a solcare la sabbia umida, con le onde del mare sempre più spumose - “Broam!” - e con il fuoco scoppiettante che brucia vivo e rosso a lambirle la veste azzurra, come lingua arrabbiata e incurante della sua paura. Sulla sabbia insieme a tappi di bottiglia, una penna, un cavalluccio e uno scarabeo che si agita sul dorso, e sul fondo del mare insieme e pesci e stelle marine, Celina cerca di sfuggire al tentativo del Bagnino Crudele del Tramonto di strappare dal suo petto e dalla sua bocca le parole che ha imparato giocando con Mati, per rivenderle al mercato. Le parole sono tutto quello che Celina ha, tutto ciò che la fa sentire viva…

Elena Ferrante, conosciuta ed apprezzata - chiunque essa sia - per romanzi quali I giorni dell’abbandono e La figlia oscura, ci regala una favola deliziosa, di rara sensibilità e raffinatezza, una storia dolce amara che commuove e intenerisce. In pochissime pagine si dipana l’anima di una bambola dall’animo fragile, ricchissimo di emozioni e di sentimenti. In lei alberga l’affetto per la sua mamma, la paura fortissima di essere abbandonata, l’angoscia di non potersi difendere dagli attacchi esterni perché immobile per natura, il desiderio di sentirsi amata, di sentirsi al sicuro nel lettino fresco e pulito di Mati e il terrore di diventare vacua e insignificante senza le sue parole, senza più il suo nome a darle un’identità, a darle un cuore che pulsa. È una storia pura e autentica raccontata con uno stile freschissimo, come uno spruzzo di acqua salata o un raggio di sole sulle pelle che si colora. C’è tanta fantasia e tanta umanità, tanta delicatezza a toccare il cuore al punto che si vorrebbe essere su quella spiaggia per prendere Celina in braccio, salvarla dalle brutture e dai rischi di cui il mondo è avvelenato, e portarsela a casa, tra mura domestiche per cullarla in una notte stellata e darle da mangiare da un cucchiaio di plastica colorata, un boccone per volta. Una perla marina da non perdere, da tenere stretta al cuore, su cui - perché no - riflettere anche più di qualche minuto. Espressive e peculiari le illustrazioni della famosissima – con merito – illustratrice Mara Cerri.



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