Le due metà della luna

Le due metà della luna

Il treno è in arrivo alla città di Croma, avvisa il capotreno nel suo aspetto da bufalo con tanto di corna e anellone al naso. La ragazzina con le orecchie da topo cammina fra la folla della stazione fatta di mamme cinghiale, uomini tricheco o procioni, seri elefanti e indaffarate gattine. Spaesata e sola, arriva alla via indicata nel bigliettino che custodisce con cura nella sua sacca da spalla. Rue de la Lune. Nella sua nuova casa. Alba infatti è arrivata fino a Croma proprio per cominciare una nuova vita. Fauna, la padrona di casa, sembra simpatica, con gli occhialoni da miope e i modi di fare cordiali ma perentori, di chi è abituato a vedere ogni giorno un via vai di persone. Alba trascina il suo valigione fino all’ultimo piano e per le scale fa la conoscenza della signora Ines, una minuta vecchina preoccupata perché, a suo dire, la luna è scomparsa dal cielo. La mansarda di Alba si rivela un ammasso di scatoloni e oggetti abbandonati dai precedenti inquilini, ma in poco tempo e con olio di gomito riesce a renderla accogliente. Ora è pronta per presentarsi alla Sartoria di Bice, il suo nuovo posto di lavoro. La prima a far la sua conoscenza è la bionda capretta Heidi, ora resta solo da superare la prova con Bice…

Quando in una storia compaiono figure zoomorfe, la prima immagine che viene in mente a un lettore è quello delle fiabe di Esopo con cui è cresciuto. Se poi si aggiungono personaggi ripresi dai miti greci come una sarta dalle fattezze da ragno (pur avendo due zampine in meno degli aracnidi), la mente viaggia fino ad Aracne, la tessitrice che osò sfidare Atena, mentre il corvo Fosco riprende in parte il mito di Icaro. La storia per immagini che ci raccontano Marco Rocchi e Francesca Carità ha però molti elementi che la distinguono dalla classica favola: dei misteri e degli intrighi che rendono il fumetto un delizioso mix per ragazzi fra fantasy e mystery. Il fulcro del giallo è la sparizione della Luna, sostituita nel cielo da un arazzo realizzato tanti anni prima da Lara, ragazza cerbiatto leggendaria che volle aiutare la luna nelle sue periodiche fughe sulla Terra realizzando per lei un brillante sostituto in stoffa. Ad approfittare della finta luna è Margot, la padrona della maxi fabbrica di fazzoletti cittadina, un corvo femmina che ha abbandonato il fratello a un destino da reietto e utilizzato la tristezza delle persone per costituire un business sull’infelicità, protetta da guardie crudeli e corrotte, i gabbiani (veri e propri villain del fumetto). Lo stile di disegno e le griglie sono ispirate al fumetto franco-belga e i colori tenui in digitale amplificano il potere fiabesco delle immagini. Il rapporto fra la topolina Alba e il corvo Fosco ricorda la dolcezza di certe favole moderne di Hayao Miyazaki, in cui spesso i personaggi maschili sono condannati all’infelicità per le loro scelte etiche e non per nascita. Particolare anche l’esperimento degli autori di scambiarsi i ruoli nel disegno, in alcune tavole infatti Francesca Carità è sostituita da Marco Rocchi, così da formare anche nella grafica “due metà della luna” perché è evidente il cambio di stile fra i due fumettisti, da nipponico a francese. L’eroina Alba è fragile, infantile e un po’ codarda, ma in realtà importante per gli artisti di Croma: una Musa grazie alla quale l’Arte può sopravvivere ai momenti più bui. Una lettura cinematografica, non troppo originale negli elementi narrativi, per gli amanti del lieto fine magico.



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